Cina, Trump e OMS

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Il presidente Trump ha variamente ripetuto l’accusa all’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) di essere filo cinese, di essersi appiattita sulle posizioni cinesi e che quindi gli Usa non verseranno più il loro contributo pari alla metà del suo bilancio.

Ovviamente l’OMS ha risposto respingendo ogni accusa mentre la Cina ha assunto un atteggiamento ironico su queste dichiarazioni, non riconoscendo ad esse alcuna senso.

Cerchiamo di vedere come stanno effettivamente le cose. Nel dettaglio, gli USA versano il 22% del bilancio dell’OMS e non la metà e comunque Trump non ha preso affatto l’iniziativa di tagliare quei fondi, solo, diciamo, come una vaga minaccia. La Cina invece versa stranamente meno dell1%, non certo in grado di condizionarla. In ogni caso sarebbe molto grave che gli stati condizionassero l’OMS minacciando un taglio dei contributi.

In particolare poi vi è anche la questione di Taiwan che in base alla pretesa cinese che esiste una sola Cina è stata esclusa dalla partecipazione all’OMS ma che è stato uno dei pochissimi paesi che, come la Corea del sud, è riuscita a contenere la epidemia.

Passiamo però al problema generale certamente più serio. Un po’ in tutto il mondo (e direi in modo particolarmente violento in Italia) rimbalzano le accuse di errori, mancanze, colpe in merito al diffondersi dell’epidemia, in genere strumentali a propaganda politica ma talvolta anche in buona fede. Bisogna allora rendersi conto che il Covid19 ha sorpreso tutti: governi, politici, scienziati e segnatamente anche l’OMS e i corrispondenti organi nazionali (da noi il SSN). Sono stati proprio questi organi a dare indicazioni poi dimostratesi errate. L’OMS ha dichiarato la pandemia solo il 10 marzo quando ormai era troppo tardi e il virus si era già installato in tutto il mondo.

Tuttora del Covid19 sappiamo ancora poco: si incrociano pareri i più dispararti fra i vari esperti o presunti tali ma di certezze scientifiche ce ne sono poche, ancora di meno di prospettive certe a breve o a lungo termine. Potremmo trovarci alla fine dell’epidemia (speriamo di sì) ma anche solo all’inizio di un flagello planetario da romanzo di fantascienza (speriamo di no). Si tenga conto soprattutto che le misure di isolamento provocano una catastrofe economica che finisce con il gravare poi sui ceti e sui popoli più poveri: prendere certe decisioni è davvero difficile.

Quindi è del tutto fuori luogo accusare con il senno di poi questo o quell’altro di aver sbagliato, di non aver capito nulla, di incapacità e quanto altro. Ognuno si è regolato in base alle informazioni disponibili che per i governi non possono essere che quelli delle organizzazioni ufficiali (OMS e per noi SSN). La Cina che attualmente si dichiara vincitrice del Covid19 (ma è troppo presto per dirlo con qualche fondamento) ha sottovalutato all’inizio enormemente il pericolo. È nota in tutto il mondo la triste vicende del medico Li Wen-liang, il primo che ha compreso il pericolo e che fu diffidato dalla polizia di Wuhan e poi lui stesso contagiato e deceduto ad appena 33 anni (il virus non colpisce solo gli anziani), lasciando una moglie in attesa di un bimbo.

Anche le autorità cinesi hanno clamorosamente sottovalutato il virus e solo dopo circa un mese hanno preso misure draconiane di isolamento che hanno avuto una buona efficacia (almeno per ora). Ma se la sottovalutazione cinese poteva essere spiegata con la non conoscenza del fenomeno, abbiamo avuto tutta una serie di sottovalutazioni posteriori a cominciare dal nostro Paese colpito poi da una catastrofe. E ancora malgrado la nostra triste esperienza, in UK Johnson cercava una impossibile immunità di gregge prima di essere egli stesso personalmente travolto. Fra quelli che fino all’ultimo hanno sottovalutato il contagio è apparso proprio Trump che quindi dovrebbe essere l’ultimo a poter lanciare accuse del genere. Gli USA proprio per questa sottovalutazione appaiono oggi come il paese più colpito del mondo.

In realtà alcuni paesi come Svezia e Danimarca hanno preso provvedimenti più blandi e sono stati colpiti anche in modo più blando: misteri del Covid19 che forse in futuro scopriremo.

In particolare si accusa l’OMS di aver considerato come veritieri i dati cinesi. In effetti essa ha dichiarato che non ci sono prove (evidence) che la Cina abbia manipolato i dati. In effetti è cosi: anche se molti ritengono, forse a ragione, che la Cina abbia fatto delle manipolazioni non ce ne sono le prove. D’altra parte anche i dati reali non sono facili a reperire per le difficoltà di distinguere fra dati certificati e quelli presunti, fra i decessi per Covid o con Covid. Anche in Italia non sappiamo affatto quanti sono i decessi reali, né tanto meno quanti i contagiati. Abbiamo solo i dati certificati, sicuramente non corrispondenti alla realtà effettiva. Ma non si tratta di manipolazioni o di oscuri complotti.

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