La voce degli adolescenti in una vita sospesa tra sogni e rimpianti al tempo della pandemia

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E mentre avvertiamo il profumo di una nuova primavera in divenire, ci poniamo mille interrogativi. Che ne sarà di noi? Dei nostri figli?

Stiamo vivendo un tempo del tutto inedito, un tempo in cui ogni attimo assume un significato ben preciso, dando valore all’essenziale, scartando il superficiale, un’epoca storica di cui ci ricorderemo vita natural durante.

E’ un tempo di silenzi e di nuove scoperte interiori, mentre cerchiamo di fare nostro il carpe diem oraziano. Ho tralasciato il bizzarro progetto di avere il controllo della mia vita, di cristallizzare le abitudini delle mie giornate e ho dato precedenza alla condivisione di più momenti con i miei due figli adolescenti, Lorenzo (quasi 18 anni) ed Enrico (quasi 13). Accompagno i gesti col potere della parola, fonte di bellezza, di poesia, di creazione, di amore, di vita, di nutrimento per l’anima, di positivismo che acquisisce valore solo se l’alterno, quando necessario, ai silenzi, quelli che valgono più di mille parole. Così, ho pensato di mettere nero su bianco, quasi a voler scattare un’istantanea di questo momento storico da inserire nell’album della nostra vita. E chiedo loro…

Come stai trascorrendo questa quarantena da coronavirus?

L) Organizzo la mia giornata tra il necessario, l’utile e il dilettevole. Ho trovato una nuova normalità, anche se di normale non c’è molto. Seguo le video lezioni e ottempero alle consegne della DAD, studio anche con i compagni tramite piattaforme on line e utilizzo le stesse per fare fitness di gruppo. Leggo, ascolto musica commerciale ma anche Freddie Mercury e Ligabue che sono tra i miei preferiti; mi diletto a suonare la chitarra e, a volte, faccio duetto con mio fratello col quale condivido la passione per questo strumento. Mi rilasso perfino seguendo serie tv come “La casa di carta” e “Teen wolf”.

E) Seguo le video lezioni e faccio i compiti, gioco con la play station, seguo delle serie TV come “Teen wolf”. Faccio giochi da tavolo con i miei.

Qual è l’aspetto positivo e quale quello negativo di questo periodo di reclusione?

L) Quello positivo è che posso alzarmi un po’ più tardi e non certo alle 7 del mattino, come da abitudine per andare a scuola e poi, posso continuare ad avere tutti i contatti e allenarmi. Quello negativo è che mi mancano gli incontri in presenza con i miei amici e le uscite spensierate e all’aria aperta.

E) Una cosa positiva è che posso trascorrere più tempo con la mia famiglia e dedicarne parecchio alla chitarra che è una mia grande passione ma mi mancano molto le uscite del sabato pomeriggio con i miei amici.

Qual è la prima cosa che farai appena verrà concesso il “libera tutti”?

L) Per me sarà di certo correre all’aria aperta e incontrare dal vivo i miei amici.

E) Incontrare i miei amici e trascorrere con loro più tempo possibile.

Stiamo vivendo un’epoca di incertezze dove di certo c’è solo l’affetto della famiglia. Gli adolescenti, che sono alla costante ricerca dell’autenticità della loro essenza, vivono la loro vita fra le mura domestiche dove ogni passo segna un solco nel cuore ma anche nei ricordi, mentre un po’tutti proviamo a riempire e colmare il tempo di sostanza e presenza. La casa rappresenta il nostro tutto e qui ciascuno può vivere il proprio spazio nell’intimità per poi ritrovarsi avvolti nell’abbraccio pieno di promesse e di #andràtuttobene perché è in esso che ci si sente al sicuro. La casa, dove dobbiamo ancora restare, è l’unico posto in cui possiamo continuare a sperare, ad amare, ad aver cura di noi, a progettare un mondo tutto nuovo, a cercare il sole per ritrovarci presto alle spalle le ombre e l’oscurità.

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