Aiuti anti Covid-19: credito d’imposta del 50% per sanificazione e sicurezza degli ambienti di lavoro

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Dopo quasi due mesi di quarantena l’Italia comincia a sentire i primi segnali di risveglio e di ingresso in una nuova fase. Innanzitutto i numeri del contagio, da prendere sempre con estrema prudenza, vanno sempre più calando. La situazione degli altri paesi della zona euro lascia intendere che gradualmente si possa avviare un calo delle restrizioni. Infine, c’è lo spettro della recessione economica: un drastico calo del pil per cui bisogna correre ai ripari fin da subito.

La famosa Fase 2, infatti, consisterà soprattutto in un ritorno sui luoghi di lavoro. Un ritorno contingentato, certo, per il quale serviranno nuove regole da rispettare. La parola d’ordine è sicurezza, bisogna infatti sventare il pericolo di nuovi focolai che facciano ripiombare il nostro paese nelle prime fasi del contagio da Covid-19.

Per riuscire a trovare un equilibrio bisognerà innanzitutto sanificare i luoghi di lavoro e poi, una volta tornati i dipendenti, implementare dei protocolli di sicurezza. Ci saranno delle spese da affrontare che graveranno sui bilanci delle aziende e delle attività economiche, già messi a dura prova dalla quarantena. Per questo il Governo ha già stanziato i primi aiuti, andiamo a leggerli nel dettaglio.

Sanificazione degli ambienti di lavoro

In merito alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, il primo aiuto stanziato dal governo è quello contenuto nell’articolo 64 del DL 18/2020 emanato il 17 marzo, meglio conosciuto come Decreto Cura Italia.

Tale articolo si rivolge ad esercenti, attività d’impresa, arte o professione, (quindi aziende e liberi professionisti) per la sanificazione dei luoghi di lavoro. Non basterà infatti un’igienizzazione profonda di tali ambienti, ma una vera e propria sanificazione che ripristini la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro e delle abitazioni. Questa può avere luogo attraverso la nebulizzazione di sostanze disinfettanti oppure attraverso l’utilizzo di ozono. Si tratta di un gas che ha la capacità di abbattere la presenza di spore, batteri e ovviamente virus, attraverso un processo sicuro e protocollato dal Ministero della Salute.

Il Governo si propone di finanziare il 50% del costo di questi trattamenti, il tetto massimo rimborsabile per ogni richiedente è di 20.000 euro. Il fondo messo a disposizione per questi interventi è di 50 milioni di euro, ma sarà probabilmente rimpinguato per accontentare tutte le richieste.

Le condizioni per l’erogazione di questo credito sono l’appalto delle operazioni di sanificazione ad imprese regolarmente abilitate, e la presentazione di tutta la documentazione in merito agli interventi.

Credito per l’acquisto dei DPI

Successivamente, il Governo ha deciso di estendere questo credito di massimo 20.000 euro anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale (DPI), che nella Fase 2 saranno una voce di spesa importante per le attività economiche.

Quindi, con il successivo DL 23/2020 emanato l’8 aprile, il Decreto Liquidità, è stato promulgato anche questo allargamento all’acquisto dei DPI che troviamo segnalato all’articolo 30. Rimborso del 50% anche per mascherine, guanti, tute, visiere ma anche pannelli di protezione, gel disinfettanti e detergenti vari, questo quanto stabilito dal governo.

Si tratta certamente di un aiuto che andrà rinforzato e accompagnato da norme certe sulle distanze di sicurezza e sui vari protocolli, che dovranno essere adeguati ai vari ambienti di lavoro. Non sarà semplice, ma questi primi passi rappresentano l’emblema della voglia di ripartire del nostro paese.

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