Sì, sono uno studente fuori sede

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Emergenza Covid-19. Ne abbiamo sentito parlare fino allo sfinimento. Ogni giorno notizie da tutto il mondo ci giungono in relazione ai decessi, ai guariti e agli infetti; per non parlare dei meccanismi attivati dai vari governi europei e non messi in moto per poter bloccare questa pandemia. Ma se volessimo andare più sullo specifico e guardare alle diverse iniziative messe in atto, ci si potrebbe soffermare sulla proposta avanzata dal governo Musumeci per quanto riguarda i contributi per gli studenti fuori sede.

Il Presidente delle Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha stanziato 7.000.000 di euro in favore degli studenti fuori sede. In particolare, 4.000.000 saranno destinati agli studenti iscritti in atenei al di fuori della Sicilia, anche all’estero, e i restanti 3.000.000 andranno agli studenti fuori sede, ma residenti in Sicilia.

Ovviamente ci sono delle condizioni a cui far riferimento per poter ricevere questi contributi: i primi riceveranno un contributo pari a 800 euro, nel caso in cui abbiano mantenuto la permanenza in quelle sedi dal 31 gennaio sino ad oggi, siano regolarmente iscritti per l’anno accademico in corso, appartengano ad un nucleo familiare il cui Isee non sia superiore ai 23.000 euro annui e non godano di altri benefici; per quanto riguarda i secondi, potranno godere della quota (non ancora specificata) solo se abbiano richiesto il contributo alloggio all’Ersu per l’anno accademico in corso e siano risultati idonei ma non assegnatari del beneficio.

Detto ciò, abbiamo intervistato uno studente fuori sede non ancora rientrato nella sua città natale, il quale ritiene la proposta avanzata dal governo Musumeci più che positiva ma reputa che ci sia una nota errata: “Sono uno studente di primo anno e studio a Bologna. Sono a favore di quanto proposto dal Governo Musumeci ma ritengo che vi sia una sbavatura non poco indifferente. Sì, sono uno studente fuori sede; sì, ho un Isee inferiore a quanto stabilito sul bando. Ma, non essendo rientrato in posizione utile per avere un alloggio in casa dello studente, mi è stata concessa una borsa di studio con la quale dovrei pagare affitto, mensa ed altro. E per questo motivo ho perso il diritto al contributo regionale. Capisco che bisogna fare una selezione, è giusto, ma non con questi criteri”.

I pro e i contro ci sono in ogni questione. Piccole note amare, discriminazioni difficili da digerire dagli studenti che vengono sostenuti con innumerevoli sacrifici dalle proprie famiglie.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla questione è consultabile sul sito pti.regione.sicilia.it, pagina in cui è possibile anche scaricare il bando di partecipazione. Si ricorda inoltre che le domande potranno essere inviate telematicamente seguendo le istruzioni riportante sul suddetto bando dal 30 aprile fino alle ore 14:00 del 15 maggio.

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