L’amore che uccide

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L’ amore che uccide, Operaincerta Editore – Romanzo di esordio per Mariacarmela Torchi, giornalista pubblicista, laureata a Catania in Scienze del governo e dell’amministrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche. Ha dedicato molti anni alla professione in radio e in televisione, scrivendo per diverse riviste e testate giornalistiche anche online. Si occupa di social media e comunicazione ed è di origni modicane. 

Marta è una giovane e brillante giornalista alla quale viene affidato un importante caso di cronaca che la farà trasferire da Roma a Modica durante gli anni Settanta. Qui, l’arduo compito di trovare e raccogliere informazioni, ottenere interviste e dare una reale descrizione dei fatti per redigere un valido  articolo quale sua prima e grande opportunità di crescita professionale.  La vittima è Anna, una donna trentacinquenne, madre di due bimbe  Federica e Maria,  di sei e dieci anni rispettivamente,  la cui vita viene tragicamente interrotta per mano del marito con due colpi d’arma da fuoco a brucia pelo una mattina qualunque a Modica mentre si trova in una delle principali arterie della cittadina a bordo della sua FIAT 850 e in compagnia della figlia più piccola fortunatamente rimasta illesa.  Da qui partono il fermento di Marta e la piena attività di indagine per trovare elementi validi a sostenere la storia e a raccontarne il terribile evento, i diversi tentativi di avvicinare la gente del luogo per saperne di più, per cercare movente, testimoni e vari coinvolgimenti in una terra difficile e arida di parola, in un paese avvolto dal silenzio, dai paesaggi campestri che invece regalano altro in un periodo socio-politico importante, alla ricerca di risposte e di rivalsa, di una definitiva svolta: vari incontri e scontri con chi aprirà una nuova pagina di vita e storia personale della protagonista.  

Il feminicidio di cui si parla nel romanzo della Torchi, è un fatto di cronaca realmente accaduto. Diventerebbe banale e superficiale dare solo una collocazione temporale e geografica alla vicenda per parlare ancora una volta di una piaga sociale come quella della violenza di genere che affonda le radici in diverse ragioni sociali, dall’ogni dove al chiunque sia stando alle statistiche, ma i personaggi e l’ambientazione  circostanziali, minuziosamente descritti nel romanzo, ora restituiscono al lettore una memoria eidetica ora lo allontano dal vivere empaticamente la tragedia quasi come un rifiuto di una realtà che si consuma brutalmente e si spiega già nel quinto dei 32 capitoli del libro. 

Non una generalizzazione o banalizzazione di un fatto, dunque, da cui la scrittrice sembra apparentemente slegata raccontandolo e delineando, così, il carattere tipico della professione giornalistica ma un coinvolgimento che sfocia in un crescendo di emozioni e di ricordi, di incroci fortuiti e di vecchi e nuovi legami affettivi lasciando qualche volta anche al caso le sorti dell’individuo.

Romanzo avvolgente di emozioni e sensazioni narrative. Dinamico e introspettivo. Descrittivi i luoghi, i paesaggi e gli abitanti di quel di Modica: una anziana signora simbolo rivoluzionario e voce fuori dal coro per figure ancora una volta omertose, volti velanti espressioni di disappunto e pregiudizio e uomini con aspetti e scelte di vita contrapposti, di odio e amore, di timore e coraggio. 

Ma è proprio l’amore travolgente tra Giorgio e Marta a fare da conduttore, l’ancora a cui aggrapparsi e a cui il lettore si affida affinché un amore finito in tragedia possa lasciare il posto ad uno a tratti rispettoso, a tratti aggressivo, non a caso ad esempio e per contrasto:fatto di quella violenza che brama la passione e non il subdolo desiderio misogino o di quella imposta dagli atteggiamenti vessatori di una società apparentemente evoluta.

E così l’uno insegue idealmente l’altra in tutto il romanzo, in una continua ricerca di verità e risposte; in un epilogo che lascerà il segno a qualunque anima che abbia vissuto per sé o per altri una simile esperienza, nella disperazione o nella gioia, consolidata o no da un amore forte e indiscindibile che come tale e sempre deve rendere totalmente “liberi”. 

L’amore che uccide sarà presentato domenica 19 luglio alle ore 18,30 all’interno del Chiostro della Chiesa di Santa Maria del Gesù a Modica Alta. L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modica.

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