Omaggio alla sicilianità con i Fratelli Napoli e riflessioni sulla difficile situazione di Lampedusa per la terza serata di “Beteyà Color in the night”

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CATANIA- Il potere delle parole, la forza delle immagini insieme alla bellezza del teatro dell’opera dei pupi della Marionettistica dei Fratelli Napoli, la musica del sassofonista Luigi Zimmitti e le creazioni degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania e degli stilisti della Maison Du Cochon hanno vestito il terzo applaudito appuntamento della rassegna letteraria e teatrale “Beteyà Color in the night”, promossa dalla Colonia Don Bosco, coordinata da Cinzia Vella, con la direzione artistica di Liliana Nigro con il contributo degli assistenti Giordana Fichera, Emanuele Ricchena e Flavio Massimo Nisi.
Dopo il saluto di Cinzia Vella e del testimonial Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, dal palco dell’anfiteatro del lido Don Bosco il numeroso pubblico presente viene investito da parole forti quelle dell’eurodeputato Pietro Bartolo, in collegamento da Lampedusa, che ha descritto come la situazione dell’isola non sia semplice da gestire ma fortemente ingigantita da slogan politici in cerca di consenso. “Dal 10 al 12 agosto nelle arene e successivamente su Sky sarà distribuito per la regia di Maurizio Zaccaro il film “Nour” con Sergio Catellitto che interpreterà me stesso- dichiara Pietro Bartolo storico medico di Lampedusa-. Un progetto cinematografico che, in un clima politico così complicato legato alla vicenda Open Arms e il voto a procedere per Matteo Salvini e le prese di posizione del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, è la descrizione della deriva politica che stiamo vivendo e un grido d’aiuto all’Europa affinchè si faccia carico delle sue responsabilità”. Michele Bartolo, medico impegnato da anni in missioni umanitarie in Africa che ha presentato il libro “L’Afrique c’est chic” ha spiegato l’importanza della telemedicina nei paesi africani e come durante il lockdown le visite a distanza abbiano aiutato tutti quei pazienti che necessitavano di cure. “È un libro- spiega l’autore- che con molta autoironia aiuta a guardare l’Africa con occhi nuovi e non come una qualcosa da cui difendersi, che grazie ai tanti aneddoti permette al lettore di comprendere cosa significhi veramente la frase “aiutiamoli a casa loro” e come la telemedicina possa dare la possibilità a uomini, donne e bambini una qualità migliore della vita grazie ad un particolare tipo di diagnostica necessaria per cure e operazioni molto spesso salvavita”. Occhi lucidi e grandi applausi per il video reportage del giornalista Antonio Parrinello che ha raccontato attraverso la sua fotografia il dolore e la morte del viaggio della speranza di tutti coloro che approdano a Lampedusa. “Mi sono trovato spesso a fermare il tempo e le emozioni- aggiunge Parrinello vincitore del Premio Pulitzer con il gruppo Reteurs- e tra tutte le foto realizzate sicuramente quella scattata dall’alto su una scala con centinaia di bare messe in fila che raccoglievano le vittime di un naufragio è stata quella umanamente più difficile da fare”.
Applausi senza sosta per i pupi dei Napoli che raccontano la storia di “Gammazita” scritta da Salvatore Camilleri, il più grande studioso sicilianista vivente prossimo ai cento anni, descrivendo l’orgoglio siciliano e l’arroganza francese che vessava l’isola. A fine serata subito dopo l’attesa sfilata brindisi con la FIS, Federazione Italiana Sommelier, che insieme al gruppo VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, ha offerto una speciale degustazione di vini siciliani.
Ufficio Stampa
Elisa Guccione

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