Idonea ma non ammessa

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Un noto allenatore di pallavolo, tale Julio Velasco, una volta ha detto: “Non esistono cose facili e cose difficili. Esistono le cose che so fare e quelle che non so fare.” Quindi? E quindi perché non provare a cambiare le convinzioni?

Questa potrebbe essere una delle interpretazioni motivazionali del Teatro di Giulia, che con quegli occhi grandi, sorriso coinvolgente ed una spiccata propensione alla comunicazione empatica, ha provato con grande successo a far reagire il mondo del teatro, in un momento di eccezionale gravità.

Accessi alla platea modificati, numero massimo di spettatori che rimangono distanziati sono state le misure utilizzate dall’organizzazione della performance teatrale avvenuta durante la serata estiva al resort che è stato scenario suggestivo per un teatro come grande strumento di educazione dell’anima.

Protagonista ASSOLUTA Giulia Guastella giovanissima attrice Ragusana dal talento particolare fatto di audacia, spirito libero, e idee ampie.

Attraverso la performance di cui ne è ideatrice, ha messo il pubblico nelle condizioni di sperimentare dal di dentro la giostra del teatro, la dinamica del gioco.

Complicità e condivisione sono stati i cardini dello spettacolo, in cui il passaggio di ruolo da spettatore ad attore attraverso scene corali dell’intera platea, hanno portato a verificare che il pubblico ha un’immensa voglia di partecipare attivamente agli eventi scenici, che agisce un istinto mimetico inderogabile; quello EMOTIVO, che “obbliga” ogni individuo a una “imitazione” dello stato d’animo altrui.

Il lavoro di Giulia, infatti, sarebbe vano se non potesse condividere, al di là di ogni barriera linguistica o culturale, i suoni e i movimenti del proprio corpo e della propria interiorità emotiva con gli spettatori, rendendoli parte di un evento che loro stessi contribuiscono a creare.

Idonea ma non ammessa ha raccontato uno spaccato culturale della condizione “femminile lavorativa” che ancora oggi purtroppo vive questo retaggio, partendo da una semplice, forse addirittura banale, ma al tempo stesso frustrante, constatazione: la realizzazione di una piena parità di diritti tra uomini e donne nel nostro paese è ancora oggi lontana.  

Giulia Guastella ha interpretato in chiave tragicomica la fatica a neutralizzare gli stereotipi sui ruoli di genere, autobiografando il copione dando origine a qualcosa che ogni volta è nuovo e diverso, spesso sorprendentemente teatrale.

un teatro che ha accontentato ogni generazione, dal bambino all’anziano.

“Il teatro per la sua intrinseca sostanza è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività. Noi vorremmo che autorità e giunte comunali si formassero questa precisa coscienza del teatro considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un pubblico servizio alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco”.

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