Bis di riconoscimenti letterari per la scrittrice ragusana Marinella Tumino

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La scrittrice Marinella Tumino, insegnante di materie letterarie presso un istituto tecnico di Ragusa, ha ricevuto due importanti riconoscimenti letterari lo scorso 12 settembre.

A Napoli ha ritirato Oscar e menzione per Alto Merito Culturale (Premio internazionale GOLDEN BOOKS AWARDS 2020), conferitole dall’Accademia degli Artisti con il libro L’urlo Del Danubio, Operaincerta Editore. La cerimonia si è tenuta nell’elegante Sala Positano dello Starshotel Terminus della città partenopea. Nella stessa data si è anche tenuta a Roma la Cerimonia di Premiazione del BOOKS FOR PEACE 2020 nella quale la suddetta opera è risultata I classificata nella sezione SAGGISTICA-RAZZIALE.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Martinella Tumino, appena rientrata dalla Campania per fare una chiacchierata con lei.

Come ci si sente in occasioni come queste in cui il proprio “figlio di carta” riceve riconoscimenti così prestigiosi?

Personalmente mi sento pienamente soddisfatta e molto contenta. Questi sono davvero “momenti di gloria” che mai dimenticherò anche perché L’URLO DEL DANUBIO è frutto di un lavoro intenso, di ricerca certosina fatta con grande passione e cura. Mi piace in questa circostanza ricordare ciò che di recente ha espresso una cara amica e collega: “Dal tuo racconto del dolore nascono i fiori”.

L’opera aveva già ottenuto altri riconoscimenti?

Sì, oltre a questi due recentissimi la cui premiazione, come detto, è avvenuta in contemporanea il 12 settembre, lo scorso anno ha ottenuto un’altra menzione d’onore nel Concorso letterario “Un libro amico per l’inverno 2019”.

Il libro con tema la Shoah è stato pubblicato nel gennaio 2018 ma è già arrivato alla sua terza edizione (gennaio 2020). Si tratta di un viaggio metaforico, ma al contempo fisico, fatto dell’autrice, sui binari della memoria storica. Per mezzo di una terminologia esperta che fa capo a fonti storiche e alla conoscenza di quanto è stato, la Tumino con un linguaggio carico di emotività (le parole, prima che alla mente, arrivano dritte al cuore) coinvolge il lettore in un vortice di emozioni soffuse, di solitudini taciute, di inquietudini e commozioni sottese, impreziosendo il suo testo di memoria e rimpianto con liriche di estrema profondità e bellezza. Il lettore partecipa a questo viaggio, è un passeggero che percorre quei luoghi un tempo animati solo da terrore e dolore, assieme all’autrice.

Il testo intriso di grande umanità presenta una struttura che è consigliabile anche agli studenti: i singoli capitoli, infatti, sono binari numerati, all’interno dei quali si alternano pagine di storia, riflessioni memorialistiche, versi poetici, racconti storici.

Marinella, qual è stato l’obiettivo che si è posta sin dalla stesura del libro?

All’inizio ho pensato di mettere insieme tutti i documenti, le storie, gli eventi raccolti negli anni con le mie ricerche, in seguito anche alle varie visite effettuate in alcuni campi come quello di “messa a morte” di Auschwitz/Birkenau, di Dachau o di Ferramonti di Tarsia, il più grande campo di internamento fascista del sud Italia. Sin dalla prima edizione, l’opera ha ottenuto un notevole successo ed è stato impreziosito dalle lettere del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Papa e della senatrice Liliana Segre. Ho, pertanto, incominciato a incontrare studenti di varie scuole che interagivano incuriositi e che hanno apprezzato il mio lavoro, che ha senza dubbio uno scopo fortemente educativo. Tutto ciò ha reso ancora più interessante le varie conferenze a cui ho partecipato e, ancor più, ha reso importante il lavoro di ricerca che continuo a svolgere. I giovani rappresentano il nostro futuro e sono proprio loro i veri agenti di cambiamento che devono far sì che siffatte tragedie non si ripetano mai più sotto qualsiasi forma. “Mai più” (Ne plus jamais) proprio come recita il monito davanti ai cancelli di Dachau.

Sappiamo che hai fatto degli interessanti corsi di formazione in materia.

Sì, esattamente! Ne ho fatti diversi ma di certo l’esperienza più fruttuosa è stata quella di Palermo lo scorso anno in quanto sono stata selezionata, con soli altri venti docenti siciliani, dal MIUR, dall’Università e dal Memorial de la Shoah di Parigi, per un corso di formazione sulla Didattica della Shoah. Ho partecipato anche a un tavolo di lavoro, in occasione della Settimana della Memoria 2019, presso il Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia in Calabria dove ho potuto presentare il libro a un folto pubblico di studenti e adulti in visita al Museo.

Ecco la motivazione che la giuria dell’Accademia degli Artisti del Golden Books Awards 2020 ha redatto:

Menzione Alto Merito Culturale a Marinella Tumino con “L’urlo del Danubio”.

Un notevole percorso a ritroso nel tempo, un viaggio nella memoria storica, personale e degli altri, di rara umanità e intelletto nel mostrare attraverso la lettura ciò che è accaduto nel tempo incomprensibile e che ha rappresentato la Shoah, non soltanto a livello storico ma soprattutto a livello umano, dove le vittime e i carnefici si troveranno a fare i conti con un presente costituito da folli GENERALE, CHE SEMBRA AVERE ORIGINI DIRETTAMENTE DALL’Inferno, relegando a ognuno ad un ancor più incomprensibile ruolo specifico nella costruzione della stessa. E’ molto difficile descrivere il dolore, il proprio dolore, ma è ancor più difficile descrivere quello altrui, scrivendo, lasciare che un urlo si alzi dalla pagina per attraversare tutto l’essere. Ed è questo che secondo il nostro parere distingue il grande autore dal comune scrittore. Un libro difficile, spiazzante, ma semplice nello stesso tempo. Non ci si abitua mai alla disumanità, capire qual è la molla che d’improvviso si blocca non solo nel male, ma anche nel bene, che porta a scatenare situazioni drammatiche portandole a prendere il sopravvento senza poter più essere fermate, se non dall’evolversi stesso della forza che le sostiene. Un testo che migliora il senso della storia, invitando alla comprensione anche dove sembra ci sia poco da comprendere. Eppure, dov’è più buio, anche il più profondo, c’è la radice della luce che la ragione sostiene. Grande testo sin dal titolo.

A chi dedica questi prestigiosi Premi?

Li dedico innanzitutto alla mia meravigliosa famiglia che con immenso amore mi sostiene e supporta da sempre e poi anche a tutte le vittime di questa immane tragedia, specie a quelli che purtroppo non sono sopravvissuti e non sono riusciti a tornare a casa.

Nel complimentarci con l’autrice, alla quale rivolgiamo i nostri in bocca al lupo perché possa continuare a scrivere sull’onda del successo, volevamo chiedere a chi dedica questi premi e se sta lavorando a qualche altra opera ed eventualmente di cosa tratta.

Vi ringrazio per questa piacevole conversazione e per gli in bocca al lupo che sono indubbiamente necessari. Premesso che scrivo sempre e quotidianamente (da semplici aforismi a brevi racconti o poesie), da circa un anno sono impegnata con un romanzo con una cornice storica (frutto sempre di ricerche e importanti riferimenti a fonti storiche) che vede coinvolto, seppur in parte, anche il periodo della Shoah, e fa da sfondo alla vita del protagonista che è un personaggio verosimile. Spero che quanto prima veda la luce e possa essere apprezzato dal pubblico dei lettori.

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