“Dinamico con brio”e la prigione della paura

Print Friendly, PDF & Email

In un momento storico difficilissimo per il teatro, meritato successo e grandi applausi per l’atto unico “Dinamico con brio”, testo e regia di Antonella Caldarella e le bellissime ed originali musiche di Andrea Cable, al Must Musco Teatro di Catania, il 24 e 25 ottobre c.a.

Si apre con lo spettacolo “Dinamico con brio” il nuovo cartellone dal titolo “Prossimo presente” del Teatro Argentum Potabile diretto dalla grande professionalità e preparazione di Antonella Caldarella e Steve Cable.

C’era una volta, anzi c’è ancora, una pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo. E c’era, anzi c’è ancora, un’umanità impreparata che cerca di affrontarla con inesperienza utilizzando l’arma della paura e del terrorismo mediatico. Un’umanità che viene chiusa in casa e dove ogni singolo componete che ci vive, per riuscire ad esorcizzare ogni sgomento, usa forse l’arma più potente di difesa: la fantasia.

Chiusi in una prigione psicologica si va alla ricerca di opportune e piacevoli evasioni per dimenticare, in un modo ahimè effimero, la triste ed amarissima realtà che ci circonda.

C’era una volta la ragione ma adesso non c’è più, ingoiata dal mostro famelico che sparge terrore in ogni mente umana e che spinge spesso alla rabbia, alla ricerca di trovare dei colpevoli ai quali addossare ogni misfatto.

Concetto questo che fa ancora più paura della pandemia stessa. E questo è, purtroppo.

Quello dell’autrice e regista Antonella Caldarella è un testo arguto e ricco di adeguati, intelligenti e profondi simbolismi; verità taglienti come una lama di rasoio affilatissima, un pugno sulle coscienze. Un testo dalle ricche sfumature per chi le sa cogliere con animo e mente ben predisposti.

La scena essenziale ma non priva d’effetto, le musiche originali di Andrea Cable che ben si sposano alla tematica, i colorati ed estrosi costumi di Noa Prealoni, disegno luci di Steve Cable, fanno da cornice preziosa alle eccellenti performance dei tre attori in scena, molto attenti a mantenere la distanza di almeno un metro secondo decreto anti Covid: Iridiana Petrone (Ofelia), Valentina D’Amico (Leonida) e Alessandro Caruso (Omar).

Ci troviamo in un’ipotetica pensione del benessere diretta da una fantomatica donna attenta a far rispettare le regole del luogo. In questo rifugio – panacea i nostri protagonisti pensano di essere al riparo da ogni male del mondo dando voce a quella paura insita e prepotente in loro attraverso la fantasia e i loro sogni. Reclusi nelle loro stanze delineate da grate movibili che richiamano le sbarre delle celle carcerarie, danno libero sfogo alle loro emozioni positive (dinamico con brio), qualche volta esasperandole pure allo scopo di esorcizzare lo spavento e la disperazione e il senso di vuoto dell’anima e di inadeguatezza.

Partiamo con il raccontarvi della personalità di Leonida, interpretata dalla bravissima attrice Valentina D’Amico, elegante e sofisticata pur nella sua stravaganza. Amante dei cappelli che permettono di nascondersi ma anche di mettersi in mostra, tiene molto allo stile personale. Portare il cappello significa proprio sottolineare la propria originalità ed apparire come persone creative e anticonformiste. Leonida è istrionica, decisa, capace di ben adeguarsi ai desideri profondi degli altri rifugiati nella casa.

Omar, ben caratterizzato dalle grandi abilità dell’attore Alessandro Caruso, è alla ricerca di se stesso, il suo sogno è essere entità specifica e speciale in una società in cui, se non porti una maschera ti ripagano a colpi di cattiverie emarginandoti. Omar è un “palestrato”, un uomo che non vuol dare informazioni sulla propria vita, che non ama scendere a compromessi ma che ben si adatta a “giocare” trasportato dalla spiccata personalità soprattutto di Leonida.

Ed infine l’esuberante, frizzante, coinvolgente interpretazione dell’eccellente Iridiana Petrone nel ruolo di Ofelia amante del canto e della danza. Un po’ svampita ma di grande simpatia ed effervescenza, Ofelia è una romantica ragazza che sogna la famiglia ed il  grande amore. Grandi doti canore dimostra Iridiana Petrone, una considerevole estensione vocale.

Un lavoro ben fatto che mette in luce frustrazioni, ansie,  fragilità dell’essere umano davanti al grande dubbio di un’inesistenza in bilico. Un testo di grande importanza nei contenuti, corale talmente coinvolgente che ci ha permesso di immedesimarci nei personaggi e, stando bene attenti all’ascolto, una luce è entrata dandoci quella benefica sensazione di benessere.

Il teatro, se fatto in questo modo, è cibo indispensabile per l’anima.

“Dinamico con Brio – dichiara Antonella Caldarella – è una pagina di teatro contemporaneo che si pone dei quesiti sull’esistenza umana e sulla difficoltà di realizzare il progetto di una vita felice e senza problemi al punto di crearne una nuova e illusoria”.

Ci auguriamo che testi di questa valenza artistica possano avere la possibilità di essere rappresentati in tanti altri “siti” come monito ad un’umanità sollecitata da tanti condizionamenti esterni senza tener conto della sensibilità, ideali, sogni, fantasie e aspirazioni dei singoli. Prima di morire, bisogna saper vivere.

C’era una volta un virus, anzi c’è ancora, che ha annullato completamente le facoltà mentali di gran parte della popolazione mondiale. E chissà per quanto tempo ancora ci sarà…

Fotografie di Dino Stornello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*