Riflessioni, paure, coraggio da parte dei bambini che affrontano il Covid19

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I bambini sono coraggiosi per alcuni aspetti più dei grandi, reagiscono guardando la verità con i loro occhi senza drammatizzare, delle volte incoraggiano sorridendo al dramma e fornendo degli spunti e tutto , chiaramente attraverso i loro strumenti. Capita spesso di osservare i bambini in questo tragico momento storico in cui il Covid19 ci tiene per i capelli; fanno delle domande aspettandosi delle risposte ma, è interessante vedere e sentire come loro stessi hanno creato nella loro testolina delle versioni di verità che rilassano ed incoraggiano. Il nemico peggiore del Covid19 per i più piccoli è di sicuro la noia; il tempo passa ma lentamente, è più facile giocare, ridere quasi nella normalità se si è in gruppo perché si trova quel modo per passare le giornate e sperare ad un domani diverso. Quando si è soli, perché figli unici o perché i più grandi hanno la fortuna di frequentare in presenza la scuola, il sipario cala nella triste solitudine che può nei casi più gravi e rari sfociare anche in depressione. Ci sono bambini che amano studiare e tenere in pugno il tempo per non restare indietro con i compiti e chiedono di studiare e ripassare insieme a noi grandi da cui si sentono guidati. Ci sono altre personalità più ribelli che amano l’ autonomia, l’inventare il diversivo per abbattere le barriere della quotidianità che spesso si trova nella musica, nella PlayStation, nell’aiutare un genitore a cucinare combinando pasticci  o nel bighellonare in attesa di trovare qualcuno a cui dare fastidio un po’ per gioco ed in po’ per abbattere la noia. Molti bimbi hanno purtroppo vissuto periodi di quarantena causa Covid19, chiusi nell’isolamento delle pareti domestiche o nello squallore delle stanze ospedaliere. Ho avuto la possibilità di osservare anche i bambini delle comunità di accoglienza, delle case famiglia sul territorio Trentino ed altoatesino, attraversare l’ onda del Covid19 con premiante ottimismo, alternato a momenti di solitudine soprattutto quando costretti ad allontanarsi dai centri dove sono abituati a vivere con tutte le altre famiglie e tutti gli altri bambini, perché hanno contratto il virus e quindi soggetti all’isolamento in quarantena. In questi casi, tornare a casa, alla normalità, alla grande famiglia, è stato il pensiero più presente ed unanime. I bambini che hanno vissuto e stanno vivendo il Covid19 durante questo anno tanto difficile, che ormai ci ha salutato, sono dei bambini eroi, dei bambini coraggio che ricorderanno nel tempo, negli anni, la reclusione forzata, soprattutto la normalità preclusa di recarsi tutte le mattine a scuola per imparare, per crescere e capire la vita ed a viverla. I bambini sentono con i loro cuori e vedono coi loro occhi diversi da quelli degli adulti. In questi mesi guardare i loro sguardi è stato  rivelatore perché loro ti insegnano come tanta paura ed ansia possa essere talvolta tramutata in gioia di vivere, dal buio all’ argento vivo che passa, che viene trasmesso, diventando risorsa preziosa di vita. La paura della Pandemia non è sempre una minaccia, attraversarla ci ha insegnato che va affrontata, combattuta e vinta apprezzando ciò che di semplice ed essenziale ci è rimasto intorno, rispetto al futile che ci è stato sottratto e dal quale, nella routine, purtroppo la vita viene condotta per mano. Abbiamo in moltissime situazioni appreso dai più piccoli che un sorriso, un bacio, un abbraccio possono migliorare la giornata più di un acquisto futile al centro commerciale chiuso causa limitazioni e Decreti. Spesso dai bambini si impara a diventare grandi e condividere il semplice e “l’essenziale invisibile agli occhi” con il mondo degli adulti. Impariamo dunque da loro, dai bambini.

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