Matiu senza una fissa dimora, muore per il freddo in strada

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Matiu, così era denominato, l’uomo di 57 anni che muore a causa del freddo e della mancanza di una fissa dimora nelle zone di Mori, in Trentino, dove dimorava in un alloggio disabitato ed arrangiato e di certo lui non è l’unica vittima ma una tra le tantissime di una lunga, devastante serie. È stato ritrovato il suo corpo senza vita dalle Forze dell’ordine di Rovereto.La tragedia è avvenuta pochi giorni fa e genera tanto dolore; molti lo conoscevano e lo ricordano.
È inspiegabile come non si aprano le porte di soluzioni che esistono ma che temporeggiano ad arrivare. Il nord Italia, parliamo di Trentino e di Alto Adige e di tanto altro ancora, è una parte del nostro paese in cui sussiste il benessere ancora oggi e nonostante tutto, ma, chi dovrebbe agire per evitare queste dinamiche, ossia che molta della popolazione non goda di un tetto e sia costretta a dormire al freddo ed al gelo, sulla strada, non si mobilita o per lo meno lo fa ma col contagocce. Il 26 Dicembre del 2020 si è riuscito ad autorizzare l’ ingresso anche se temporaneo, di una parte di persone senza una fissa dimora, presso l’Ostello di Torre Vanga, zona stazione ferroviaria nella città di Trento e questo passo, è stato significativo anche se non sufficiente per risolvere definitivamente la questione dei senza dimora; chiaramente bisogna insistere, andare avanti nel combattere verso un traguardo più importante, che non tamponi soltanto ma, risolva in modo più concreto visto che i mezzi e le risorse non mancano, basterebbe oltre a ciò anche la volontà e la voce forte di volerle attivare in pratica e salvare così delle vite, ad alto rischio oltre quelle che il rischio lo hanno superato con la morte come il povero Matiu.Ci avviciniamo ai giorni più freddi dell’anno, i famosi giorni della “Merla” che sono freddissimi anche solo al pensiero di uscire da casa, figuriamoci per chi una casa, un tetto, una protezione sulla testa non la possiede.Tutto questo è veramente difficile da raccontare ma fermiamoci solo un attimo a riflettere a quanto arduo sia vivere in questo stato di precarietà, di disumanità, di insufficienza sociale e sulla strada.Questi episodi tragici devono essere raccontati, non essere omessi né dimenticati perché sono tragedie che ci devono far fare i conti con la triste realtà di a chi troppo ed a chi nulla.

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