Agitu, Francesca, Rabat, Fatime, Masha, Cloe, Sofia: 8 Marzo, in vostra memoria

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Come ogni anno ricorre la giornata dedicata alla donna, l’8 Marzo, ricorrenza e memoria di un simbolo al femminile che resta nella storia per aver dedicato vita, sacrificio, impegno e ribellione nel tentativo di un percorso dedito all’emancipazione lavorativa e sociale di conseguenza. Donne rimaste vittima in una fabbrica dove il loro frutto di produzione era un messaggio di progresso ed evoluzione umana. Oggi, nell’era del Covid19, quello che resta di questa giornata di commemorazione al femminile è la possibilità di ricordare, non dimenticare, celebrare dunque le innumerevoli vittime della violenza umana, del femminicidio, donne adulte, adolescenti, bambine morte ammazzate, sacrificate dalla brutalità umana nel tentativo di ribellarsi al pregiudizio, al limite sociale, al confine culturale, alla sudditanza coniugale ed avanti così all’infinito che sono morte, sono state uccise nel massacro spesso di chi in primis le aveva corteggiate, amate, cullate, per poi, tramutarsi nel carnefice. Donne, femmine, madri, sorelle, amiche, mogli, compagne, zie, violentate, sfigurate e sepolte vive, delle volte lasciate in vita ma, come anime uccise dentro, vere e proprie morte che camminano.L’8 Marzo oggi è da prendere in considerazione come un’occasione più unica che rara per non dimenticare le vittime del femminicidio ma, soprattutto per applaudire chi, al femminicidio è riuscita a reagire, chi dal femminicidio è riuscita a scappare via e denunciare urlando al mondo il dolore e trovando conforto nella condivisione di esperienze analoghe alle personali. La paura diventa compagna di vita, giorno e soprattutto durante la notte in cui tutto tace, il silenzio è il tuo peggior nemico, il rumore diventa sottofondo del tuo dramma e della tua fobia che il mostro sia sempre alle tue spalle che brama vendetta. La violenza psicologica, fisica, diretta o trasversale che sia, resta sempre violenza e per questo non dobbiamo soccombere ad essa, ma, reagire trovando tutto il coraggio necessario che ci rende donne per natura, pronte a tutto, per noi individualmente e per chi come noi ha passato il medesimo dramma. La condivisione evita la sepoltura nella fossa del dolore, la condivisione ci rende capaci di poter cambiare la realtà che innumerevoli volte, ha devastato e neutralizzato nella storia ad oggi, l’emisfero femminile. Donna è madre, è natura che crea, donna è vita, protezione, braccia, lavoro, cure ed attenzioni. Il femminicidio è criminalità verso se stessi, perché l’uccidere è reato universalmente punibile con l’ergastolo e chi uccide al femminile, uccide una parte di sé poiché tutti siamo stati creati da una donna. Che riposino in pace tutte le vittime ad oggi  e trovino pace le anime che non hanno ancora trovato la meritata  Giustizia. 

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