Voglio lavorare! Devo avere un lavoro! Ho il diritto di lavorare: l’arte dà speranza in Human Rights

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Ritorna una nuova edizione, la 2021, definita anche dell’era Covid19, di Human rights creata da Roberto Ronca, sponsorizzata invece da Aiapi, Associazione Internazionale Arti plastiche Italia. Si tratta di un evento finalizzato alla promozione ed allo slancio dei Diritti umani intorno ai quali oggi ahimè, si, ancora oggi purtroppo, si deve lottare duramente per rendergli onore. Questa volta, scende in campo una tematica moto attuale che risulta attuale oggi ma anche in tempi passati dipendentemente dalle prospettive in cui si vuol leggere questa problematica collettiva. Parlano del “diritto al lavoro”, per meglio dire, sono le opere degli artisti che verranno promosse a concorrere all’ evento che raccontano questo tema sociale arduo, esponendo le loro produzioni, pitture e sculture, artisti giovani e meno giovani, si esibiranno con lavori che interpretano la tematica sul lavoro, che si impossessa di un diritto divenuto precario, in qualsivoglia sua forma, sia che si tratti di lavoro autonomo, dipendente, stagionale e quant’altro. La nostra società è avvolta dal disagio lavorativo oggi come ieri ecco perché nasce l’esigenza di definire questo aspetto sociale moderno nonché contemporaneo perché continuativo nel tempo come un habitus che muta sfaccettatura ma si ripropone; una ridotta percentuale di cittadini sono lavoratori che hanno un reddito ma tuttavia non sempre possibile da definire come sicuro,  come posto fisso, come lavoro a contratto indeterminato e fonte dunque di certezza ai tempi di oggi in cui tutto, è divenuto assolutamente ed universalmente relativo. Dunque un punto di domanda? Si, decisamente sì. Il dramma sociale che caratterizza il nostro presente diventa ormai un motivo di disagio ed interrogativo anche per il futuro soprattutto dei più giovani che seppur avendo maggiori strumenti per fortificare il loro patrimonio, le loro risorse conoscitive e culturali, purtroppo non hanno più garanzie di altri che appartengono a delle ere ed a delle generazioni più veterane. Il lavoro è un diritto per tutti, un diritto umano come tanti altri, un Human Rights, come sancisce l’art. 3 della Costituzione italiana, intorno a cui, ogni lavoratore, ne deve essere tutelato senza alcun pregiudizio né discriminazione. La società attuale ne è carente e questo è un male oltre al fatto che esiste un alcunché che si aggrava alla precarietà dell’oggi che prende il nome di Pandemia, la stessa che ha spazzato come un vento gelido di fine inverno, moltissime speranze indipendentemente dalle fasce di età. Ritornano sul palco due artiste, concorreranno entrambe alla selezione in gara al Concorso,  entrambe con determinazione, rappresenteranno il tema ricorrente in modo tanto complementare quanto parallelo, attraverso un mix di emozioni a tono dettate dalla combinazione  delle loro origini eterogenee ma che celano, latente ma non troppo, la perfezione di un pathos che sa di mare e monti; il sud del nostro stivale italiano, e parlo nello specifico della Calabria di Maria Donnici ed il nord del Trentino-Alto Adige di Serena Battisti. Non sempre l’ esser donna viene avvolto da competizione malsana, come in questi casi, l’arte, la loro arte è donna con la D maiuscola, accolta nella loro diversità di genere e stile, rappresenterà una chiave di lettura tanto personale quanto oggettiva nell’interpretazione del tema che l’evento Human Rights porta in campo per l’edizione 2021.L’essenza di quello che le nostre donne ci proporranno si avverte già nell’aria, un’inebriante prodotto, risultato di freschezza, impegno sociale, femminilità e miscuglio di soggettività ed oggettività che catturerà i nostri cinque sensi, tutti. Nord e sud che concorrono proponendo sotto un’unica ala, una tematica così delicata e drammatica che investe il nostro paese ma non solo, la comunità intera. La drammaticità viene ritratta come musica per gli occhi e ciò, permettetemi, ha a dir poco del miracoloso, di quei miracoli che solo il connubio di anime femminili in stretta solidarietà tra loro, può partorire. L’arte riaccende la fiamma della speranza soprattutto se i pennelli vengono maneggiati e condotti dalle onde del vento trovando un punto di incontro, un connubio, un luogo comune dove trovare pace e creare per il bene di tutte le creature umane che al momento sono dominate dalla sofferenza: si tratta del luogo dell’ anima. Buon lavoro ed un grande in bocca al lupo alle nostre due artiste, pronte al passo della selezione, entrambe ci regaleranno il sogno ma anche e soprattutto un forte augurio alla possibilità di fare crescere nel tempo, iniziative come queste che possano  illuminare il volto triste che si erge oggigiorno, unanime sulla popolazione. Human Rights, il “Diritto a lavoro”, di tutti e per tutti!

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