L’articolo accompagna ma non tutto. Ripartiamo dalla grammatica.

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Salve a tutti, amici lettori. Da oggi in avanti sperimenteremo un nuovo spazio dal quale rivisitare e tenerci freschi ed aggiornati, che non fa mai male, sulle regole che hanno fatto la storia e l’evoluzione della nostra amata lingua Italiana: la grammatica con le sue regole che non passano mai di moda. Nulla passa mai di moda anzi, ritorna nel tempo. Chi sono io per trattare questa tematica così importante ed impegnativa? Precisamente sono io, nessuno di fama ma, sicuramente una innamorata della cultura, del sapere e della lingua italiana e non solo, che ha scelto questo mestiere per lasciare un messaggio positivo affinché la curiosità verso il sapere generi sempre più seguaci. Abbattere delle barriere, guidare verso il sapere è un intento che mi genera pace e benessere e lo coltivo. Bando alle presentazioni passiamo col ripassare un dettaglio che mi sta molto a cuore. Vivo in una regione del nord Italia seppur di origine, meridionale. Diciamo che oggi è diventata quasi una moda che fa più fashion soprattutto tra i più giovani usare alternativamente l’ articolo determinativo innanzi ai nomi propri di persona. Errore da non commettere mai. È un uso inappropriato dire o scrivere La Francesca, il Mauro, la Rebecca ed il Festus. No, proprio no per favore .L’uso dell’ articolo determinativo in lingua italiana è assolutamente basilare per dare una determinazione allo stesso sostantivo che lo segue ma, facciamo molta attenzione che il sostantivo sia una categoria di nome singolare, maschile o femminile, comune, derivato o primitivo, sovrabbondante, promiscuo ed avanti così. Esistono tantissime categorie di nomi e li conosciamo dall’ analisi grammaticale fatta e rifatta a scuola. È importante però precisare che l’articolo determinativo non deve mai precedere un “nome proprio di persona sia maschile che femminile” come per esempio dire la Maria, il Roberto. Non è altro che un’abitudine usata spesso nel parlato ma non ovunque, solo in alcune regioni italiane, nelle zone del nord e triveneto. È una forma colloquiale informale ma errata, l’abitudine può portare anche ad acquisirla nello scritto visto l’incessante uso di usarla nel parlato ed è scorretto e grave farlo e perseverare nel farlo. I nomi propri non desiderano l’articolo, hanno rilevanza ed identità già così, indicano persone fatte di anima e corpo quindi già definite e non necessitano un’ulteriore determinazione. Da oggi non sarò più la Veronica ma bensì Veronica. Grazie, è stato divertente chiarire questo dettaglio e spero abbia fatto piacere anche a voi che leggete. Curare il dettaglio è doveroso per tutti, imparare è meglio farlo bene. Alla prossima, buona settimana.

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