Che bellissima vittoria sofferta

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È vero, si dice che l’importante sia partecipare. Ma quando si gioca, e in ballo ci sono i 2 (o i 3, i 4 o i 5) punti, si gioca per vincere. Anche giocando male, l’importante è vincere. Se poi la vittoria arriva dopo una gara sofferta, che si è rischiato di perdere, allora la felicità è doppia.

È quello che è successo oggi alla Passalacqua Ragusa che, con La Molisana Campobasso ha giocato una partita non bellissima, ha sofferto, ha rischiato di perdere ma poi, alla fine, ha giocato da Passalacqua e ha portato a casa la vittoria.

L’inizio di incontro è equilibrato. Si gioca a ritmi alti, si tira e si sbaglia parecchio, da una parte e dall’altra, ma nessuna delle due squadre riesce a distanziare l’altra. A metà primo quarto le ospiti sembrano poter allungare (8-11 al 5:35) ma sono le ragusane a riportarsi avanti poco più di un minuto dopo (15-13 al 4:06).

Poco prima della fine del quarto è Ragusa a riprovare la fuga, 21-15 all’ultimo giro di lancette, ma proprio sulla sirena Campobasso agguanta il – 4 (21-17). Fino a quel momento la partita è molto bella e i pochi spettatori presenti sulle gradinate del PalaPadua se la godono tutta.

Non passa nemmeno un minuto dall’inizio del secondo quarto e le molisane impattano sul 21 pari. Ed è l’inizio delle sofferenze ragusane, sul parquet e in tribuna. Per tutto il quarto le campobassane restano sempre avanti nel punteggio e ogni volte che le biancoverdi provano a farsi sotto, le ospiti rispondono colpo sul colpo. E anche di più. Si va così all’intervallo lungo con le molisane avanti di 8 (35-43).

Al ritorno sul parquet c’è un Ragusa diverso, più volitivo, che, minuto dopo minuto, prova ad azzerare il gap con le avversarie. A metà quarto riesce anche a mettere il naso avanti (46-45 al 5:08) ma è solo un illudere i presenti al palazzetto. Le ragazze di coach Recupido sbagliano tanto, anche quelle di coach Sabatelli, ma di meno, e così si va all’ultimo riposo sul 52-57.

La saga degli errori ragusani continua anche nell’ultimo quarto. Ciò nonostante al 6:20 la Passalacqua torna avanti (59-58). E qui accade l’impensabile fino a quel momento: le ragusane si ricordano che stanno giocando con la squadra che negli ultimi anni ha spesso disputato le finali scudetto, il palazzetto diventa una bolgia e Campobasso capisce che la partita sta per cambiare padrone.

Minuto dopo minuto il vantaggio delle biancoverdi si dilata. Di poco, bisogna dirlo, ma, come si dice a Ragusa, “a tinuri ri l’annata…” va bene così. Il massimo vantaggio si raggiunge al 4:03, + 6 (64-58), poi si cerca di conservarlo. Riuscendovi: 66-61 al 2:18, 68:61 all’1:52, 70-62 a 37 secondi dal termine. Poi Ragusa si rilassa, ma per Campobasso non c’è più tempo. Si chiude sul 70-64 e con il secondo posto virtuale agguantato.

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