Mar. Mag 24th, 2022
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In Italia non si può dire che tutto è lento, tutto si muove anche se piano piano però si muove, ma la burocrazia resta pur sempre lentissima. I tempi di attesa per i richiedenti asilo politico per ricevere una risposta per soggiornare nel paese sono molto estesi e si allunga l’incertezza poiché una volta presentata la richiesta, non vi é la certezza che l’esito sia positivo o negativo.

Si potrebbero citare moltissimi esempi di testimonianze che abbracciano questa tematica molto complessa e tra i tanti possiamo scegliere di raccontare questa esperienza ancora in corso.

Modou Fall, nome fittizio,  è un giovane gambiano arrivato in Italia nel 2014 che vive e lavora a Bolzano.  Fall è arrivato in Sicilia via mare prima di essere trasferito in Alto Adige. A Bolzano è stato accolto presso il Gorio, struttura di accoglienza gestita dalla Cooperativa Volontarius. Il signor Fall è scappato dal suo paese d’origine dove ha subito delle persecuzioni. Poco dopo il suo arrivo a Bolzano, ha presentato una domanda di asilo politico in Questura, cosa che gli ha permesso di avere un permesso di soggiorno (pds giallo) di sei mesi rinnovabile fino a quando arriverà l’esito finale per il suo caso. 

Nel 2015, è stato sentito in Commissione territoriale a Verona per raccontare determinati episodi che l’hanno fatto allontanare dal suo paese. Qualche mese dopo è arrivato il risultato ed era negativo. Il signor Fall ha trovato un legale per fare il ricorso entro un mese, in tribunale a Trento. Il ricorso è stato presentato dal suo avvocato prima della data di scadenza, da allora il signor Fall sta aspettando una risposta. Ormai sono passati tanti anni ed ancora non sa quando gli arriverà la risposta. Questo determina una limitazione alla libertà di circolazione perché potrà viaggiare soltanto in Italia; non può andare in altri paesi. Ci sono molte persone che si trovano nella stessa situazione di Fall oppure peggiore. In tutto questo c’è da dire che le persone che sono in possesso di questa tipologia di permesso di soggiorno (PDS di sei mesi) devono andare due volte in Questura ogni sei mesi per rinnovarlo e ritirarlo. Sappiamo tutti che in Questura le code sono lunghissime ed il tempo di attesa per essere chiamati non è breve. La situazione è così da anni e non è mai cambiata. Le persone aspettano fuori al gelo ore ed ore prima che le facciano salire e poi con questa pandemia è diventato più difficile. Tra i documenti da fornire per il rinnovo del PDS bisogna avere la residenza od una lettera d’accompagnamento che di solito si può chiedere alla Consulenza profughi per chi non ha una dimora o non abita nei centri di accoglienza. 

La Consulenza profughi si occupa di dare assistenza ai richiedenti asilo che non sono accolti nei centri di accoglienza. Le persone che possono chiedere aiuto sono i cittadini extracomunitari che vogliono chiedere protezione internazionale a Bolzano o che l’ hanno già chiesta in un’altra città e si spostano a Bolzano o ancor più che hanno già chiesto protezione in un altro paese europeo e si trovano adesso in Italia. La consulenza offre informazioni, spiega la procedura, i vari passaggi e fa da intermediaria con la questura, gli avvocati, gli altri servizi sul territorio (servizio sociale eccetera). Come ogni tipo di lavoro, i problemi esistono, ma qui il problema maggiore è che la Consulenza profughi è una consulenza socio-legale e non si occupa né di accoglienza né offre aiuto economico fisso (può fare donazioni per casi specifici, ma non come regola) quindi alle persone che non hanno fondi e non hanno un posto in cui stare. Questo è un problema reale perché è difficile offrire una consulenza a chi  ha problemi più basilari. 

Sono numerose le questioni e le problematiche che spingono milioni anzi miliardi di migranti a giungere sul territorio sfidando i pericoli ed i rischi più ricorrenti ma al contempo impensabili, e tra loro non tutti vorrebbero rimanere in Italia, ma purtroppo alcuni sono costretti ad aspettare l’arrivo dei documenti.

C’è chi ha la fortuna di essere accolto in un centro di accoglienza come quelli della Caritas o della Volontarius in Alto Adige mentre qualcun altro vive per strada non per scelta, ma per colpa del sistema di accoglienza territoriale. Recentemente a Bolzano la Polizia municipale ha sgomberato i senzatetto che erano riparati sotto Ponte Langer mettendo ancor più in difficoltà quella gente senza alcuna possibilità di trovare una sistemazione adeguata; non parliamo poi delle difficoltà che si incontrano nella ricerca di case in affitto.

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