Mer. Feb 1st, 2023
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Nel 2020 il mondo intero si era fermato, una pandemia mondiale era entrata con gran prepotenza nelle case di ciascuno di noi, l’economia si era bloccata e i politici di tutti i paesi avevano cercato in qualche modo la maniera per venirne fuori limitando al minimo i danni. Milioni i contagiati, migliaia e migliaia le vittime, la distanza sociale, le mascherine, i guanti, la voglia di uscire, la stanchezza psicologica.

La pandemia, dopo due anni, forse, sta arrivando al capolinea.

Questo periodo avrebbe dovuto insegnarci tanto, avremmo dovuto mettere un punto e ricominciare a vivere. Il 2022 sarebbe dovuto essere l’anno della rinascita per tutti e, invece, se guardiamo a est ecco le sirene dei raid aerei che suonano alle prime luci dell’alba a Kiev scatenando il terrore. È ufficialmente scoppiata la guerra in Ucraina.

Ieri 24 febbraio alle 4 del mattino (ora italiana) Vladimir Putin ha iniziato un’operazione militare speciale in Ucraina, che si è trasformata in breve tempo in un attacco totale. In un discorso televisivo il presidente russo ha dichiarato che il suo obiettivo è «demilitarizzare e denazificare ma non occupare l’Ucraina» aggiungendo inoltre che «chiunque provi a interferire o a minacciarci, deve sapere che la risposta della Russia sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia».

L’avanzata delle truppe russe dalla Bielorussia e dalla Crimea e le varie esplosioni a Kiev e in altre città ucraine hanno portato i cittadini a fuggire dalle loro case, dalle loro città, dal loro paese.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha cercato un confronto con il presidente Putin ma quest’ultimo non ha risposto e di conseguenza si è appellato al popolo russo attraverso il suo canale Telegram: «Mi appello a voi non come presidente, ma da cittadino dell’Ucraina. Siamo diversi ma questo non è motivo per essere nemici. Gli ucraini non vogliono la guerra ma se saremo attaccati ci difenderemo».

Bombardamenti, chiusura dello spazio aereo, Consiglio supremo di Difesa riunito, presidenti di tutto il mondo che prendono una posizione e chiedono al leader del Cremlino di ritirare le truppe in maniera incondizionata, proteste nelle città russe per esprimere il loro dissenso nei confronti del conflitto. Tutto questo in meno di 24 ore.

La guerra non ha né vincitori né vinti. La guerra porta via vite umane. La guerra lascia tracce indelebili. La guerra è guerra, che ha un inizio ma non una fine.

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