Mer. Mag 25th, 2022
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Ammonta a più di 20 miliardi il valore dell’interscambio commerciale tra Italia e Russia riferito ai primi 11 mesi del 2021.

Secondo la notizia riportata da Co.Mark in un articolo sui rapporti commerciali delle aziende italiane con la Russia, sarebbero circa 500 le aziende del Bel Paese ad aver aperto in territorio russo stabilimenti e attività nei settori dell’energia, automotive, della chimica, trasporti, acciaio e agricoltura. Molte sono inoltre le pmi del nostro territorio che esportano più di 7 miliardi di merce all’anno verso la Russia e si ritrovano ora a fare i conti con un sistema di scambi congelato.

Una situazione che a causa della scarsità di materie prime e degli stop alle esportazioni verso la Federazione – scrive la compagnia specializzata nei servizi di Temporary Management nei suoi commenti – ha costretto le piccole imprese del nostro territorio a rivisitare il proprio plan industriale.

ll conflitto tra Mosca e Kiev ha compromesso dunque un intero sistema di scambio e interessi commerciali: nella recensione l’Italia viene inserita tra i principali fornitori della Federazione, motivo per il quale secondo i commenti della compagnia occorre osservare con attenzione la bilancia commerciale per capire in che direzione andranno gli sviluppi futuri.

Diventa necessario in questo contesto pianificare una strategia mirata per non perdere competitività, cogliendo le nuove opportunità offerte dal mercato: la collaborazione con gli export manager può essere in questa fase un valido supporto per superare la fase di empasse in cui sono coinvolte le pmi. Una sorta di “unità di crisi” – secondo la definizione di Comark – per aiutare gli imprenditori a gestire le problematiche relative al blocco merci e trovare nuovi partner commerciali

Un supporto a breve e a lungo termine, sia da parte degli enti territoriali che di nuove figure manageriali, si rende necessario anche nel settore export, minacciato dai freni imposti all’economia russa.

Per affrontare il nuovo scenario politico ed economico caratterizzato da incertezza e volatilità, le imprese si stanno ora affidando a nuove figure consulenziali strategiche, un affiancamento indispensabile per la riprogrammazione del business plan in contesti di necessità di breve e medio periodo.

In risposta ai nuovi trend emergenti, come la sempre più spinta digitalizzazione dei processi, la necessità delle pmi si traduce in nuove opportunità di investimento in tecnologia e strumenti digitali e nella possibilità di trovare fornitori alternativi, ampliando prospect e canali di vendita.

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