Dom. Mag 22nd, 2022
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Grandi applausi e tante risate per “Foll(i)a al Castello” al Teatro Fellini di Catania, produzione Teatro Gamma di Catania.

Un lavoro originale, dadaista metafisico quello sapientemente diretto dalla competenza ed esperienza indiscusse di Gianni Scuto grande appassionato della cultura francese.

“Foll(i)a al Castello” è un atto unico liberamente ispirato alle farse metafisiche di Jean Tardieu, molto divertente e dai ritmi incalzanti, coinvolgenti.

Ci troviamo catapultati in una festa al castello del barone e della baronessa di Zeta (zeta come zoticone o zuzzurellone, per esempio).

Un susseguirsi di personaggi si alternano sul palcoscenico: un cameriere francese romantico, una cuoca sarda, un cameriere latino. Poi c’è Miss Issipi’, amante texana del barone di Zeta, ben interpretata dall’attrice Lina Giuffrida che in scena è pure una cameriera spagnola.

Poi c’è il divertente “convulso” detective Dubois, soprannominato Dupont, che non controlla i movimenti del proprio corpo alle note di una canzone e si contorce, irrefrenabile, manovrato da esse come un burattino. Si ferma stremato al termine della musica per poi riparti al nuovo ascolto.

Diverte e convince il pubblico l’interpretazione di Dubois dell’attore Alessandro Gambino.

Ed infine c’è la bellissima baronessa di Zeta con il suo amatissimo valzer desueto: la sempre eccellente attrice Barbara Cracchiolo ondeggia sul palcoscenico libera e leggiadra, elegantissima nel suo vestito romantico e sognante, domando al pubblico quel tocco di onirico e fiabesco ad un lavoro quasi unico nel suo genere.

Barbara Cracchiolo si fa notare pure nell’interpretazione della cuoca sarda con il suo esilarante “capitto mi hai?” ed il suo intercalare “ahio!”

Un lavoro dadaista, una farsa alla ricerca della risposta alla domanda “crimine o suicidio?”, un testo che si rifà al teatro dell’assurdo che diverte molto il pubblico nella sua semplicità.

L’assurdo nasce dal confronto tra la domanda dell’uomo e l’irragionevole silenzio del mondo.

(Albert Camus)

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