Ven. Lug 1st, 2022
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La storia del dado è molto affascinante se si pensa che, oltre al significato che gli si è soliti attribuire oggi, tale strumento nasce anzitutto per scopi visionari. Un’origine tutt’altro che ludica; insomma: il dado origina con fini ben lontani dall’intrattenimento e affonda le sue radici in motivi profondi e a carattere spirituale.

Il dado: da oggetto visionario a oggetto ludico

Al giorno d’oggi il dado rappresenta oggi uno strumento di gioco agli occhi della maggior parte della popolazione. Tra le mani di numerosi giocatori sparsi per il mondo, il dado rappresenta sei facce imprevedibili; superfici dove impera caso. Il destino e le dinamiche a esso correlate, fortuna e sfortuna, sono implicate in qualsiasi gioco richiedente uno o più dadi.

Come menzionato in precedenza, il mezzo ludico a sei facce nasce in contesti tutt’altro che ludici. Ancor prima di divenire uno strumento utilizzato nel gioco, il dado era utilizzato nell’antichità come oggetto visionario. La conferma arriva dall’ambito della ricerca: gli studi più recenti sull’argomento hanno portato alla luce reperti archeologici a testimonianza delle loro presunte proprietà divinatorie. Stando a quanto si apprende dalle ricerche il lancio del dado era già regolarità  nel V millennio, scosso tra dita di popoli indigeni quali i Maya, gli Atzechi, le popolazioni dell’Africa e delle isole della Polinesia.

Il dado impera anche nel Medioevo. All’epoca c’era la Zara, cantata dallo stesso Dante Alighieri nel Canto VI del Purgatorio all’interno della Divina Commedia. Nella Zara, come lascia intendere il nome arabo “az-zahr” (“azzardo”), le sei facce abbandonano le qualità profetiche per governare insieme al caso l’esperienza di gioco.

I giochi online: la nuova frontiera

L’iconicità del dado è ancora tale da essere utilizzata sempre più frequentemente non solo sui tavoli fisici, ma anche nell’ambito del gioco online. Dai classici Cranium a Monopoli, da Risiko a Cluedo; i migliori giochi di società, trasferiti anche sulle piattaforme digitali, utilizzano le imprevedibili potenzialità del dado a sei facce. Quest’ultima evoluzione prende l’etichetta di board games. I tradizionali giochi da tavola, in altre parole, tendono a spostarsi sempre di più nel mondo virtuale. Addio a cartelloni, dadi e pedine fisiche: in piena digitalizzazione spopolano i giochi online con la rivalutazione dei tradizionali giochi da tavola adattati alle nuove esigenze del digitale. 

Il boom dei videogames aleatori è garantito anche grazie alla crescente curiosità degli internauti verso nuove esperienze di gaming coinvolgenti. L’interesse è scatenato dalla vasta opportunità di scelta dell’attività ludica grazie all’eterogeneità dell’offerta disponibile sui migliori provider della rete.

Al giorno d’oggi la maggior parte delle piattaforme certificate e provviste di licenza, come ad esempio Starvegas, realtà che può essere approfondita grazie alla consultazione di recensioni online, offrono esperienze di gioco sempre più immersive e realistiche senza rinunciare al fascino di un oggetto come il dado che, sin dall’antichità, non perde l’incanto dettato dalla casualità a sei facce, superfici dove destino e fortuna si intrecciano secondo combinazioni fortuite e  imprevedibili.

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