Mar. Set 27th, 2022
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«Chiedo un incontro con i candidati alle elezioni del 2022, nazionali e regionali. A tutti loro rivolgo un appello affinché nei loro programmi politici venga data priorità alla sicurezza stradale e al problema della malagiustizia». Così Pietro Crisafulli, Presidente di Sicilia Risvegli e Vittime della Strada, fratello di Salvatore, il siciliano che dopo un incidente con il motorino finì in stato vegetativo e, al risveglio, ha raccontato che mentre era in coma sentiva e capiva tutto, la cui storia è stata raccontata nel libro Con Gli Occhi Sbarrati, ed in particolare nel film censurato La Voce Negli Occhi, Crisafulli è anche il papà di Mimmo, il 25enne padre di due bambini travolto e ucciso da una macchina a Catania il 6 marzo del 2017, senza aver ottenuto giustizia in Italia, ed in attesa udienza prevista a dicembre presso la Corte Europea di Strasburgo. Da quel giorno, Pietro Crisafulli, che dopo la vicenda di suo fratello aveva creato l’associazione Sicilia Risvegli onlus per aiutare le persone nelle condizioni di Salvatore, ha iniziato una battaglia per la sicurezza delle strade siciliane ed è tuttora il rappresentante per la Sicilia dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada. «Parlo a nome di tutte le vittime della strada, che sono in aumento sia in Sicilia e sia in tutta Italia», dice Crisafulli, «i politici dovrebbero tenere bene a mente che, se è vero che i morti non votano, le loro famiglie però sì. E tutti i familiari delle vittime della strada chiedono maggiore sicurezza. Pretendiamo che le istituzioni si impegnino ad agire per rendere le strade sicure. I politici devono inserire questo punto nel loro programma, non è possibile andare avanti così: quella delle morti per incidente stradale è ormai una strage giornaliera e nessuno fa niente per evitarla». «Basta guardare in che condizioni sono le strade del Sud», dice Crisafulli, «e anche nel resto d’Italia la situazione non è affatto rosea. Purtroppo, nessuno fa nulla, nessuno vuole parlarne. Vorrei incontrare personalmente i candidati alle elezioni e discutere con loro di sicurezza stradale. Noi come familiari sosterremo chi darà priorità a questo nel proprio programma politico. Bisogna anche cambiare la legge sull’omicidio stradale: non è possibile che chi si mette, magari ubriaco, alla guida e uccide una persona, poi la faccia franca o venga condannato a pene irrisorie. I politici devono sapere che per ogni vittima della strada c’è una famiglia condannata all’ergastolo del dolore, una famiglia che attende giustizia e che, purtroppo, quasi mai la avrà. È ora di impegnarsi, è ora di darsi da fare per mettere fine a questa strage. Noi familiari vogliamo sicurezza e giustizia, e non ci fermeremo finché non otterremo quello che chiediamo».

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