Lun. Dic 5th, 2022
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Abbiamo incontrato Agata Raineri ed Alessandro Cavalieri da dieci anni inseparabili nella vita e nel campo artistico e si sono raccontati con grande onestà e lealtà, si sono donati al pubblico che da anni li apprezza e li segue con grande interesse, in ogni loro lavoro rappresentato.
Una coppia bella fuori e bella nella sua capacità di esprimere il se attraverso un talento genuino e ricercato, maturo.

Cantante, attrice, regista ed autrice lei, Agata Raineri, musicista, compositore, cantante ed attore lui, il maestro Alessandro Cavalieri. Una coppia artistica ben tenuta in considerazione nel panorama artistico siciliano.
E tra poco assisteremo al grande debutto di Agata come autrice e regista al tempo stesso del suo ultimo lavoro dal titolo “Signorsì! È la matassa” che avverrà nel prestigioso teatro del Canovaccio di Catania, spettacolo d’apertura in cartellone nella stagione 2022/23 nei giorni 11 e 12 novembre alle ore 20,30 e 13 novembre alle ore 18,30. Si replicherà il 18-19-20 novembre nelle stesse ore sopra indicate, la produzione è del teatro de Canovaccio. In scena due bravissimi attori, Maria Grazia Cavallaro e Luciano Leotta, musiche originali del maestro Alessandro Cavalieri, testo e regia di Agata Raineri, costumi e scene di Chiara Viscuso, fonica e luci di Simone Raimondo e Salvo Gulisano.
Prevendita € 12,00
Botteghino € 15,00
Per info e prenotazioni tel 389 5128601 – 347 0522955 – 095 5873407

Agata ed Alessandro si alternano nel racconto di se con quella scintilla d’entusiasmo che ci trascina nel loro mondo, si esprimono con quel garbo e quell’intesa che soltanto le coppie serene ed armoniche hanno.

A parlarci dello spettacolo l’autrice e regista Agata Raineri.
“Quando ho iniziato a scrivere questo testo e a pensare di imbastirlo per il teatro, eravamo in pieno periodo della pandemia Covid-19; per me dell’aberrazione, delle costrizioni, dell’adeguamento a rigide regole comportamentali, dell’annientamento psicosociale, della paura, dello sconforto. “Signorsi! È la matassa”, dunque, è l’esorcizzazione tragicomica del dramma della sopravvivenza a eventi negativi da cui si ereditano inevitabilmente traumi, paure, vizi e disillusioni. È tuttavia il percorrere, attraverso una comunicazione serrata ed individualista dei due protagonisti, Miles, il custode del luogo e Lady Bag, la crocerossina, delle personali reazioni al vissuto e di quanto l’ esperienza giochi un ruolo fondamentale nella esistenza di ogni individuo e nelle alternative che la vita può offrire. Miles e Lady Bag sono i protagonisti antagonisti della vicenda, sono io, siete voi, ognuno con la propria storia introspettiva e contaminata da malessere. Entrambi esternano le loro convinzioni: il tutto attraverso la ricerca spasmodica di un respiro d’aria nuova, diversa, salubre quasi a significare che basti questo a sollevarci tutti dall’ angoscia perché consapevoli di esistere e di avere ancora altre opportunità di vita e di riscatto. È possibile, quindi, che lo stato d’animo incalzante e apparentemente folle che caratterizza i due personaggi calati in una realtà illusoria, celi la cruda verità e un incentivo alla resilienza attraverso l’espediente del sorriso che tento di strappare al pubblico. Scrivo tendendo una mano, manifesto un’ ancora di salvezza priva di promesse ma che possa servire da traino affinché ciascuno decida se tentare di lasciarsi alle spalle l’ansia e il ricordo di un brutto momento, sia che si tratti perfino di una guerra universale o di una battaglia personale, per proiettarsi verso un mondo migliore dove l’ empatia rimane una formidabile arma da impugnare ai fini dell’ unione tra popoli e civiltà”.
“Solo le anime elette – conclude l’autrice –riescono a trovare un punto di incontro seppur in sogno, nel gioco, nella finzione o nella realtà. Affidarsi all’altro per ricongiungersi pur mantenendo il proprio punto di vista; quel bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, resta il dono prezioso e incommensurabile di libertà, della scelta arbitraria e democratica di cosa fare della propria. E poi un lavoro originale ed inedito. La mia ispirazione proviene anche dalla input della raffinatezza delle melodie che Alessandro crea e che fanno in modo di ottenere un connubio di testo e musica, e mi riferisco pure ad altre cose scritte per il teatro e per il settore musicale canoro.


La nostra unione nasce e si perpetua grazie anche alla comune passione per l’arte in genere ma con specifico indirizzo alla musica, al canto e al teatro prima di tutto. Dieci anni fa, anche se ciascuno proveniente da studi ed esperienze diverse nel campo, abbiamo abbracciato l’idea di impegnarci a mettere a disposizione dell’ arte il nostro gusto, le nostre attitudini e competenze per un progetto artistico con l entusiasmo di chi vive una prima volta proprio perche ad occuparcene eravamo stavolta insieme. Così nacque l’ adattamento teatral musicale Fantasticheria…mare di Provvidenza in cui io vestivo i panni di una popolana e cantavo i testi dei brani musicati da Alessandro e scritti da Antonella Sturiale che era anche l’ autrice dell’ opera. E fu davvero un bel inizio perche abbiamo espletato la possibilità di lavorare quotidianamente sodo e con professionisti come Marcello Perracchio, Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso( Compagnia Godot di Ragusa) attore e regista in quell’ occasione oltre ai giovani e talentuosi allievi del laboratorio facenti parte della compagnia . A proposito, noi non facciamo di mestiere ne gli attori ne i cantanti. Abbiamo solo una passione comune e cerchiamo di portarla avanti con amore e decoro.
Riteniamo entrambi che per riuscire a comunicare nel mondo artistico sul palco, dietro uno spartito o una penna non siano solo sufficienti una buona tecnica e tanti anni di studio. Ci vuole una predisposizione anche se sembrerà un luogo comune ma il talento se lo si ha può trarre giovamento dalla tecnica. Viceversa non può sussistere.
Giunti, se così possiamo dire, ad una maturità artistica nel nostro piccolo, abbiamo espresso il desiderio di realizzare un nostro spettacolo che ha per titolo “Signorsí! È la matassa” dove sono racchiuse tutte le emozioni e convinzioni del nostro vissuto fino ad oggi andando anche molto indietro nel tempo e quindi non rilegando le sensazioni soltanto alle recenti vicissitudini di Covid e guerra.
Il testo e lo spettacolo nella sua interezza si presta a diverse chiavi di lettura proprio perché va vissuto in modo individuale in termini di percezioni di vita, vissuto, esperienza e reazione. Ma non sveliamo altro.
Il nostro desiderio è invecchiare di questo. Se un dono ci è stato dato, quello di riuscire in qualche modo a trasferire emozioni attraverso una musica o un interpretazione o ancora con la scrittura, di metterlo al servizio del pubblico che fino ad oggi ci ha regalato consensi creando quell’ universo in cui tutti ci sentiremmo a nostro agio se e solo ci affidassimo all’empatia e alla semplicità del nostro dire e del nostro fare. Questo è Signorsí !È la a matassa.

Determinati, indipendenti, liberi da catene mentali, Agata ed Alessandro donano al loro pubblico parte della loro anima e quel loro battito di cuore all’unisono che sfocia in bellezza e poesia.
Ed il mondo ne ha tanto bisogno.

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