Sab. Dic 3rd, 2022
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“Presènze” (ant. presènzia) s.f. (dal lat.praesentia, der. di praesens – entis “presente”) 1. a. Il fatto di essere presente in un determinato luogo, o di intervenire, di assistere a qualche cosa. (Treccani)

Una ricca, interessante stagione teatrale quella del Teatro del Canovaccio di Catania, ricca di contenuti che parte dal 11 novembre c.a. e si conclude il 14 maggio 2023. Sette spettacoli molto eterogenei nei contenuti ma avvincenti e coinvolgenti.

Apre la stagione “Signorsì! E’ la matassa” di Agata Raineri, regia della stessa e musiche originali di Alessandro Cavalieri, con Maria Grazia Cavallaro e Luciano Leotta – Costumi di Chiara Viscuso Produzione Teatro del Canovaccio

11-12-13 novembre 2022

NOTE SULLO SPETTACOLO

“Quando ho iniziato a scrivere questo testo e a pensare di imbastirlo per il teatro, eravamo in pieno periodo della pandemia Covid-19; per me dell’aberrazione, delle costrizioni, dell’adeguamento a rigide regole comportamentali, dell’annientamento psicosociale, della paura, dello sconforto. “Signorsi! È la matassa”, dunque, è l’esorcizzazione tragicomica del dramma della sopravvivenza a eventi negativi da cui si ereditano inevitabilmente traumi, paure, vizi e disillusioni. È tuttavia il percorrere, attraverso una comunicazione serrata ed individualista dei due protagonisti, Miles, il custode del luogo e Lady Bag, la crocerossina, delle personali reazioni al vissuto e di quanto l’ esperienza giochi un ruolo fondamentale nella esistenza di ogni individuo e nelle alternative che la vita può offrire. Miles e Lady Bag sono i protagonisti antagonisti della vicenda, sono io, siete voi, ognuno con la propria storia introspettiva e contaminata da malessere. Entrambi esternano le loro convinzioni: il tutto attraverso la ricerca spasmodica di un respiro d’aria nuova, diversa, salubre quasi a significare che basti questo a sollevarci tutti dall’ angoscia perché consapevoli di esistere e di avere ancora altre opportunità di vita e di riscatto. È possibile, quindi, che lo stato d’animo incalzante e apparentemente folle che caratterizza i due personaggi calati in una realtà illusoria, celi la cruda verità e un incentivo alla resilienza attraverso l’espediente del sorriso che tento di strappare al pubblico. Scrivo tendendo una mano, manifesto un’ ancora di salvezza priva di promesse ma che possa servire da traino affinché ciascuno decida se tentare di lasciarsi alle spalle l’ansia e il ricordo di un brutto momento, sia che si tratti perfino di una guerra universale o di una battaglia personale, per proiettarsi verso un mondo migliore dove l’ empatia rimane una formidabile arma da impugnare ai fini dell’ unione tra popoli e civiltà”.

Il secondo spettacolo in cartellone è “L’ASSAGGIATRICE” di Giuseppina Torregrossa – Regia di Nicola Alberto Orofino con Egle Doria – Produzione Madè

16-17-18 dicembre 2022

NOTE SULLO SPETTACOLO

L’assaggiatrice è mise en espace diretta da Nicola Alberto Orofino ed interpretata da Egle Doria, tratta dal primo romanzo di Giuseppina Torregrossa edito da Rubbettino.

Alla stregua dell’omonimo romanzo , L’ assaggiatrice narra di una Sicilia nascosta e antica grazie al racconto di Anciluzza, una donna fuori dai tabù che si nutre delle tradizioni e dei profumi, oltre ai sapori della cucina e della terra.

Abbandonata improvvisamente dal marito Gaetano, Anciluzza resta a Tummìna con due picciridde a carico. Da matura casalinga laureata, si fa commerciante suo malgrado, e per guadagnarsi la vita apre una putìa di prodotti tipici siciliani. Nel retrobottega la donna cuoce zuppa di pesce, impasta cassatelle di ricotta, addensa biancomangiare alle mandorle, frigge melanzane per la caponata, conza cubetti di zucca in agrodolce, e ama. Senza risparmio.

La putìa di Anciluzza accoglie corpi e li sfama, in ogni senso. Così, davanti e dietro al suo bancone, l’appassionata commerciante troverà il gusto dell’amore gioioso e fugace, e quello della carne morbida e felice di sé.

A darle corpo e voce sulla scena è Egle Doria, ma nonostante la presenza di una sola attrice in scena lo spettacolo non è un monologo! Un poliedrico coro di personaggi si susseguono nella forma di voci off divenendo presenti nella narrazione e vivi interlocutori di Anciluzza.

Regia Nicola Alberto Orofino con Egle Doria voce fuori campo di Roberta Amato, Alessandra Barbagallo, Grazia Cassetti, Lica Fiorino, Lucia Portale, Alice Sgroi e Francesca Vitale che restituiscono i coloriti personaggi del romanzo.

Terzo spettacolo in cartellone è “Ti è piaciuto?” di Ettore Petrolini – Regia di Gaetano Lembo con Gaetano Lembo – produzione Teatro del Tre

20-21-22 gennaio 2023

NOTE SULLO SPETTACOLO

Un omaggio alla figura del grande Ettore Petrolini, attore, cantante, uomo di spettacolo a tutto tondo che attraverso i suoi Sketch, le parodie e le canzoni ha incantato le platee italiane ed internazionali dei primi decenni del ‘900 (fino al 1936, anno della sua prematura scomparsa).

Con una comicità personalissima tendente al surreale e all’assurdo Petrolini rivoluziona il concetto di attore comico di intrattenimento tipico del varietà e della rivista: prende spunto dalla realtà del costume e delle convenzioni sociali creando personaggi apparentemente ‘idioti’ ma che in realtà fanno il verso all’idiozia che pervade la società dell’epoca. L’uso che fa della parola, infatti, non è quello dei suoi contemporanei che amavano dilettarsi in filastrocche e scioglilingua: egli si diverte a distruggere e a ricreare non solo l’aspetto verbale ma anche quello concettuale del significato. Non è un caso che fosse tanto amato dai Futuristi!

Per molti anni dimenticato Petrolini ritrovò nuova e giusta fama negli anni ’70 e ’80 grazie ad interpreti come Mario Scaccia, Nino Manfredi, Enrico Montesano e soprattutto Gigi Proietti ed è oggi riconosciuto come uno dei padri, insieme a Totò, della comicità moderna nazionale.

Gaetano Lembo con Ti à piaciato? ci offre l’occasione di ammirare in scena alcuni tra i brani più celebri del suo antico concittadino: Gastone, Giggi er bullo, I salamini in cui musica e parole si alternano per mettere in ridicolo i luoghi comuni e i pregiudizi piccolo borghesi, Ma l’amor mio non muore definita tra l’altro da Marinetti e Corra “Un vero capolavoro!” su L’Italia futurista nel 1917, La canzone delle cose morte oltre a tanti altri brevi e pungenti brani (Colmi, Barzellette, articoli di giornali). In realtà nella creazione dello spettacolo Lembo non solo interpreta i brani ma veste completamente gli abiti del personaggio Petrolini pensandolo nel suo camerino prima di un ipotetico spettacolo mentre ripassa il copione, scrive testi e chiede consigli all’amico Arturo (altra celebre sua creazione) sulla bontà o meno di questo o quel ‘pezzo’ e mostrando ai suoi amici immaginari (il pubblico) ciò che di lì a breve andrà a rappresentare.

Uno spettacolo di prosa dunque che vede come protagonista un comico del Varietà ma che nella messa in scena e nel rapporto che crea con gli spettatori si trasforma nella forma a noi contemporanea dell’ironico artista monologante del Cabaret.

Quarto spettacolo in cartellone è “La Baignoire de l’oubli – Il bagno dell’oblio”di Joël Contivaltraduzione di Marco Longo e Stefania Micale con Stefania Micale e Marcello Montalto – Produzione Theatre Degart

11-12-13 febbraio 2023

NOTE SULLO SPETTACOLO

«“A porte chiuse” in un bagno, dove un uomo ubriaco siede nell’oscurità. Si alza a fatica, accende la luce, inciampa contro una bottiglia. La afferra per bere, ma si accorge che è vuota… La nasconde con altri “cadaveri” in attesa… All’improvviso si ferma, poi gira lentamente la testa in direzione della vasca, si accorge che ne esce un piede… si avvicina con cautela e scopre che sul fondo c’è una bellissima sconosciuta semi nuda, ferita e affetta da amnesia». Questa la didascalia iniziale de La Baignoire de l’oubli, di Joël Contival, attore, regista e autore francese vivente, tradotta in italiano col titolo Il bagno dell’oblio da Marco Longo e Stefania Micale per una prima nazionale italiana assoluta. La pièce, pubblicata nel 2014, ha debuttato per la prima volta a Perpignan nel 2016, con altre repliche a Toulouse e a Parigi, messa in scena sempre dalla compagnia “Jeux de Planche”, che l’ha anche presentata al Festival di Avignone nel luglio 2017.

Chi è quella donna? Da dove viene? Lei ha perso la memoria… e lui non la conosce, né la riconosce… La lascerà andare? Su questa fuga dal bagno verso la libertà è costruito tutto il testo che si dipana tra qui pro quo e colpi di scena, risate e momenti commoventi in una commedia ritmata e godibile, anche se a tratti stridente. Nel corso di quella che l’autore stesso definisce una “commedia drammatica” pian piano i toni surreali di un’assurda storia di fraitendimenti, complice la perdita della memoria, vera o apparente, lasciano le atmosfere a metà tra l’onirico e la sbornia, per un’angosciante e drammatica sobrietà che palesa una violenza, quella domestica contro le donne, in un luogo, il bagno, metafora delle quattro mura familiari, in cui l’inferno è la coppia.

Il testo di Joël Contival è ricco di momenti intimi e di dialoghi esilaranti che, grazie allo scoppiettante scambio tra i due personaggi, rendono ancora più intenso e spiazzante il finale.

Interpreti due attori di talento e d’esperienza: Stefania Micale e Marcello Montalto. Lo spettacolo, che andrà in scena il 10-11-12 febbraio 2023 al Teatro del Canovaccio nel cartellone della nuova stagione 2022-2023 dal titolo “Presenze”, è una produzione Theatre Degart, diretto da Graziana Parisi. La regia è di Marco Longo che ha anche lui all’attivo una ormai ventennale esperienza di docente e formatore e numerose regie.

Quinto spettacolo in cartellone “Carini ma un po’ nevrotici” di Aldo Nicolaj – Regia di Federico Magnano di San Lio con Salvo Musumeci e Gianni Zuccarello – Produzione Teatro del Canovaccio

17-18-19 marzo 2023

NOTE SULLO SPETTACOLO

Un incontro surreale di due personaggi che si incrociano per caso durante un acquazzone serale a cassa di uno dei due. Si innesca così, tra ironiche diffidenze, un dialogo in cui i due protagonisti recitano un gioco di ruolo in cui la parte del personaggio cattivo e della vittima si concretizzano in un dialogo ironico e surreale.

Attraverso il gioco di ruolo, nella commedia vengono toccati temi del convivere sociale che, in un alternarsi di luoghi comuni e verità latenti, danno il senso della vita che non può non apparire come un insieme di categorie generiche e qualche volta gratuite.

Pervaso da un’ironia semplice e tagliente ci sembra che l’autore abbia voluto raccontare la complessità della vita e delle relazioni attraverso una lente grottesca e surreale e, tuttavia, abbastanza credibile e rivelatrice. Un esempio di drammaturgia che partendo dalla quotidianità lascia intravedere temi di importanti senza voler arrivare ad una presa di posizione rivelatrice ma lasciando solo intravedere un universo che ci riguarda ma che qualche volta risulta inesplicabile.

Nel percorso dei due prende corpo un elaborato dolce di alta cucina che l’autore sembra proporre come metafora dell’esistenza: qualcosa in cui per la realizzazione la bisogna seguire le regole senza per questo avere certezza o costanza del risultato.

Come dire “il soufflé insegna”.

Sesto spettacolo in cartellone è “La mite” di Fëdor Dostoevskij Con Giovanni Arezzo e un’attrice in via di definizione Regia Davide A. Toscano e Valeria La Bua Adattamento e drammaturgia Valeria La Bua – Coproduzione Teatro del Canovaccio e Teras Teatro

14-15-16 aprile 2023

NOTE SULLO SPETTACOLO

La Mite è un racconto poco conosciuto, ma di notevole valore, del grande scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Fu definito dal critico Leonid Grossman come “una delle storie di disperazione più potenti nella letteratura universale”, ed è uno dei primi “flussi di coscienza”. È un racconto affascinante, a tratti morboso e oscuro, senza pietà, avvolto da un nichilismo tragico. La profonda conoscenza dell’umano del grande maestro lo fa parlare direttamente a noi, alle zone più recondite del nostro animo. Esso disvela, con conoscenza chirurgica, i rapporti di potere – a volte nascosti o negati – che si possono celare dietro un rapporto amoroso. Lo fa attraverso un protagonista che ha perso il suo posto nel mondo, in cerca di una vendetta nei confronti della società. Lo fa attraverso una donna che lui ha scelto, appositamente giovane e ingenua, per essere totalmente sua.

In questo spettacolo la regia di Davide A. Toscano e di Valeria La Bua ha deciso di dare voce al protagonista, il prototipo dell’uomo del sottosuolo, interpretato da Giovanni Arezzo. Accanto a lui, invece, la figura insondabile della Mite, chiusa nel silenzio della propria infelicità. Questi due personaggi, marito e moglie, uomo e donna, si fronteggiano come dei duellanti: costretti a combattere tra di loro, ma “umani troppo umani” in cerca di salvezza, amore o, forse, soltanto di una via di fuga.

Settimo ed ultimo spettacolo in cartellone è la commedia musicale in atto unico dal titolo “Angelina degli spiriti” di Antonella Sturiale – da un’idea di Saro Pizzuto – musiche originali di Alessandro Cavalieri – Regia di Saro Pizzuto – Con Agata Raineri, Maria Grazia Cavallaro, Luciano Leotta, Pippo Tomaselli, Pippo Marchese, Enrico Pappalardo

12 – 13 – 14 maggio 2023

NOTE SULLO SPETTACOLO

“C’era una volta un castello per la via. Fu chiamato di Leucatia”.

E c’era una giovane donna, Angelina che aveva un grande sogno di nome Amore.

Ma questo sogno mancato mori’ con lei e si rifugiò in un mondo parallelo oltre la vita dove non esiste paura, non esiste ipocrisia e tutto si trasforma in magia, in fiaba e diventa onirica ricerca della verità e della felicità.

Vi porteremo con noi in un viaggio nell’anima di una donna e del suo angelo custode che si prenderà cura di lei come un gioiello di rara fattura nel proprio scrigno.

Per info, prenotazioni ed abbonamenti: Via Gulli 12 – Catania info@teatrodelcanovaccio.it

tel 391 4888921 – 346 5381372

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