Dom. Gen 29th, 2023
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Applausi a scena aperta per “Xanax”, il claustrofobico psicodramma in ascensore di “Buio in Sala”

Catania- In un’ora e mezza il dramma esistenziale di Laura e Daniele, interpretati dall’affiatata ed intensa coppia Marina La Placa e Massimo Giustolisi diretti dalla sapiente mano di Federico Magnano San Lio, viene a messo a nudo scoprendo ogni singola piega dell’anima dei due protagonisti che per la prima volta a causa di una situazione esasperata, claustrofobica ed estrema saranno costretti improvvisamente a condividere gli elementi più intimi del proprio corpo e della propria anima.
“Xanax” il testo di Antonio Longoni rappresentato per la prima volta a Catania, apripista del cartellone “Sguardi” della Compagnia Buio in Sala fondata e diretta dagli attori e registi Giuseppe Bisicchia e Massimo Giustolisi, ha battezzato con numerosi applausi convinti e partecipe presenza di pubblico per tutte le serate di programmazione il palcoscenico della della nuova sala “Spazio Bis” nei locali della sede di formazione e produzione teatrale “Buio in sala”, all’interno del centro polifunzionale Leonardo Da Vinci.

La messa in scena racconta la paura e il panico dei tempi moderni che spesso ci vedono inadeguati ad affrontare quello che la società ci chiede e per difendersi dal turbinio di emozioni ad essa legate si è costretti a sopravvivere con dei piccoli sostegni come i famosi antidepressivi che uniscono le due anime sulla scena in un valzer di adrenalinica ansia vissuta dietro maschere e finzioni.

I due attori grazie alla dinamica regia di Federico Magnano San Lio, che grazie ad un particolare gioco di luci riesce con grande maestria a raccontare i diversi stati d’animo dei protagonisti, sono un vero esempio di rara bravura i quali grazie all’ottima intesa conquistano e non deludono il numeroso pubblico che a fine spettacolo ha già voglia di assistere ad una nuova replica.
Insicurezze, sogni, desiderio di libertà ed attacchi di panico si consumano all’interno del ristretto spazio di un ascensore diventato luogo di tortura e confessionale di due colleghi di lavoro quasi sconosciuti che in quattro metri quadrati impareranno a conoscersi rivelando i segreti non detti di una vita piena di rimpianti e punti irrisolti della propria coscienza raccontati per la prima volta con facilità ad uno sconosciuto che non giudica e non chiede.
Le musiche originali di Emanuele Toscano impreziosiscono l’essenziale scena di Paolo Coco che vede incontrarsi e scontrarsi le angoscie, le solitudini e lo stress dell’animo umano dove la platea tra un sorriso e una battuta non può non immedesimarsi in questo esuberante psicodramma dal sapore agrodolce che con molta probabilità vedremo in giro per i palcoscenici del Paese.

Ufficio Stampa
Elisa Guccione

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