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Un ragazzo dislessico soffre in silenzio

12 giugno 2012
by Veronica Ferlito

“Il Dono della Dislessia”: è stato questo il tema trattato durante un incontro formativo tenutosi un po’ di tempo fa a Pozzallo.

Ancora una volta la tematica della Dislessia anima gli incontri formativi di notevole spessore che riguardano i Disturbi specifici inerenti l’apprendimento.

L’ iniziativa è stata sostenuta e promossa come sempre con grande entusiasmo da Helios Med Onlus in collaborazione con il Circolo Didattico di Pozzallo ed è stata destinata ad una vasta utenza  di genitori, insegnanti e ragazzi.

La Dislessia è ancora un grande tema che è necessario fronteggiare nelle realtà scolastiche più vaste della società attuale, in merito non esistono più i tabù e la disinformazione che dominava anni fa ma, l’aggiornamento è ancora il bisogno primario per migliorare le possibilità di apprendimento  nell’interesse dei giovani sempre più numerosi che ne sono coinvolti.

Gli  interventi  specifici durante l’incontro di Pozzallo, sono stati affidati a pedagogisti, psicoterapeuti ed esperti sulle problematiche e questioni riguardanti la Dislessia ed i disturbi dell’apprendimento.

dislessia (1)

Un incontro formativo come questo è solo simbolico rispetto a tanti altri analoghi; le iniziative di formazione ed informazione fortunatamente sono sempre più frequenti e di positivi propositi riguardo all’argomento.

Ciò che chiamiamo comunemente ed in modo assai ricorrente dislessia, è una sindrome legata a disturbi specifici dell’apprendimento e la sua principale manifestazione avviene attraverso l’evidente difficoltà di leggere in modo spedito soprattutto a voce alta; leggere a voce alta è un vero problema per il ragazzo dislessico, poiché si manifestano notevoli difficoltà di comprensione durante la lettura, il contenuto viene distorto e la fatica e l’energia impiegati in tale tentativo sono spropositati.

È solo una delle tante caratteristiche che rappresenta questo tipo di sindrome.

Non si tratta di una malattia ma come definita negli ultimi mesi dall’IDA e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma molto più semplicemente, si tratterebbe di una disabilità nell’apprendimento, una lentezza che se presa in tempo e trattata con delle metodologie individualizzate idonee, porteranno allo stesso modo, a degli efficaci risultati.

dislessia

In particolare la pedagogista specialista in DSA, durante l’incontro di Pozzallo, ha relazionato sugli strumenti di indagine e di riconoscimento dei DSA, sulle strategie di intervento mentre la psicologa e psicoterapeuta, specializzata in scienze cognitivo – comportamentali, ha analizzato gli aspetti psicologici, relazionali, comportamentali riguardanti il disturbo della dislessia e sintomi che da essa ne derivano.

E’ stato un momento per stimolare la collaborazione relazionale tra scuola e società che  si cerca di sviluppare attraverso questo momento di attenzione e riflessione sulla dislessia. Il prezioso lavoro svolto dalle nostre scuole e’ importante che venga conosciuto perché divenga la sinergia sociale che apre la nostra cultura territoriale anche ai diritti-bisogni di ogni bambino nel mondo.

Le nuove generazioni giovanili devono assolutamente rappresentare la speranza di un futuro nuovo e migliore ed è fondamentale soffermarsi con attenzione ad ogni loro bisogno.

Il ragazzo dislessico è consapevole delle sue difficoltà e dei suoi limiti di apprendimento e un contesto non sempre favorevole, non lo aiuta di certo a superarli e padroneggiarli anzi, scatena in lui una forma di autodifesa che lo porta alla chiusura, al disagio psicologico e al rifiuto di andare avanti ed apprendere nella normalità del suo percorso didattico, come del resto avviene per tutti gli altri ragazzi in età di scolarizzazione.

Il disagio può bloccare l’iter didattico e la crescita personale del soggetto, non è un aspetto da sottovalutare, al contrario da afferrare in tempo e fare di tutto per renderlo più accettabile convivendoci con consapevolezza.

Non serve lasciare latente il problema, non fa altro che allungare i tempi del disagio e rischiare che il problema superando il limite non possa essere risolto.

Per affrontare il problema della dislessia non basta il recupero in ambito scolastico come spesso si pensa, ma esso richiede il più delle volte un intervento specialistico che vada al di là delle strutture scolastiche e familiari soprattutto perché un genitore non è sempre la persona più adatta per aiutare per svariati motivi ma soprattutto perché coinvolto in primis; non è un percorso facile da affrontare ma non per questo impossibile se la collaborazione collettiva da parte di scuola-famiglia, possa talvolta rappresentare un’equipe ideale e ben combinata.

Il disagio dei ragazzi dislessici và affrontato e considerato in modo specifico e pertinente per fare in modo che questi soggetti speciali possano andare avanti e raggiungere gli obbiettivi che ogni individuo si prefigge nella vita senza troppo soffrire in silenzio.

Fonte: www.ilgiornalediragusa.it

Immagini tratte dal sito: www.immaginigoogle.it

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