
Dopo un’intera settimana di attesa e di voci incontrollate, finalmente la Commissione Elettorale ha annunciato. Ufficialmente, che Mohammed Morsi, il candidato dei Fratelli Musulmani ha vinto le elezioni presidenziali in Egitto e sarà il prossimo presidente del paese.
Morsi ha raccolto 13,2 milioni di voti su poco più di 26 milioni pari a circa il 51 per cento dei voti. Il suo concorrente, Ahmed Shafiq, esponente del vecchio regime, ha ricevuto 12,3 milioni. Più di 800.000 schede sono state invalidate.
I dati ufficiali sono i seguenti:
Affluenza: 26.420.763 (51 per cento)
Invalidata voti: 843,252
Morsi: 13,230,131 voti (51,7 per cento dei voti validi)
Shafiq: 12,347,380 voti
Farouq Sultan, capo della commissione elettorale, ha pronunciato un lungo discorso prima di annunciare i risultati in cui ha difeso la “indipendenza e integrità” della commissione dalla ingerenza delle fazioni politiche.
La folla che riempiva Piazza Tahrir é scoppiata in festa dopo l’annuncio della vittoria di Morsi. Decine di migliaia dei suoi sostenitori sventolavano bandiere egiziane gridando ”Allah akbar” (Dio è grande) e “abbasso il governo militare.”
Morsi si è dimesso dai Fratelli Mussulmani e dal Partito della Giustizia, secondo un impegno preso durante la campagna elettorale per essere il presidente di tutti gli egiziani.
Mohamed Hussein Tantawi, capo militare dell’Egitto, si è congratulato per la vittoria con lui.
La vittoria di Morsi di per seun mese fa era data del tutto per scontata ma la cornice in cui è avvenuta era assoluta imprevedibile. L’avversario è stato infatti Ahmed Shafiq, l’ultimo primo ministro sotto Hosni Mubarak, Il margine della vittoria è stato appena sufficiente . Questo significa in realtà che alle elezioni quasi la meta degli egiziani ha votato per la continuità con l’antico regime mentre le forze democratiche e laiche che avevano animato la rivolta di Piazza Tahir e tutta la Primavera Araba erano già state praticamente emarginate.
Inoltre la schiacciante maggioranza che i Fratelli Mussulmani avevano in parlamento è stata persa in seguito a un decreto della Corte Suprema, vicina all’antico regime, che ha dichiarato incostituzionali le procedure elettorali. La Giunta Militare ha quindi avocato a se i poteri dell’assemblea: in pratica questo significa che il presidente eletto dovrà accordasi con la giunta militare.
Si presume che l’annuncio della vittoria è stato dato solo dopo negoziati segreti fra militari e Fratelli Mussulmani.
In concreto l’esercito conserva quindi buona parte del potere che ha sempre avuto in Egitto anche se dovrà negoziare con I Fratelli Mussulmani. D’altra parte anche sotto Mubarak partecipavano alle elezioni esponenti dei Fratelli Mussulmani, sia pure a titolo personale.
L’involuzione della Primavera Araba appare davvero completa.
Egitto: vince il candidato islamista ,







