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Kind of blue di Miles Davis

22 agosto 2009
by Marco Manna

miles davis L’immagine è tratta dal sito: fusionjazzer.com

Nel lontano 2 marzo 1959 Miles Davis, trombettista e compositore, si accinge ad entrare in studio per dare alla luce ciò che diverrà l’album jazz più famoso nel mondo intitolato “Kind of blue”. La registrazione sarà completata il 22 aprile 1959. Al progetto ambizioso partecipano Julian Cannonball Adderley al sassofono alto, John Coltrane al sassofono tenore, Winton Kelly al piano, Bill Evans al piano, Paul Chambers al basso, Jimmy Cobb alla batteria. L’album verrà accolto con sorpresa poiché Miles Davis ha deciso di apportare il metodo “modale” fino ad allora non ancora visitato ed usato. La produzione è di Irving Townsend e la post produzione di Teo Macero.

Davis si presenta in studio con delle linee guida generali, semplici scale senza accordi tranne per “All Blues”. La dialettica creazione – esecuzione raggiunge la perfezione; l’intensità espressiva è spiazzante, il bagaglio tecnico del sestetto fa accapponare la pelle. L’equilibrio tra le parti è proverbiale.

So What” mostra il classico metodo “modale” con la semplice struttura “AABA”. Da un lato il pianista Evans richiama le influenze africane, dall’altro Rachmaninov e Ravel.

Freddie freeloader” è un blues suonato da W. Kelly. “Blue in green” atipica di dieci battute crea un’atmosfera sospesa. “All blues”, inizialmente era un blues in quattro quarti ma successivamente stravolto in studio da Davis in tre quarti. I due sassofonisti ripetono la figura.

Flamenco Sketches” trova la sua forza nella struttura non preordinata. Creata su cinque scale sulle quali i musicisti appoggiano i loro assolo.

L’album ha compiuto 50 anni e per rendergli omaggio è stato pubblicato un cofanetto “Deluxe” contenente l’album in 12 pollici di colore azzurro, un poster, un cd rimasterizzato con i brani in versione dilungate, un dvd con testimonianze di grandi del jazz che sono stati influenzati da questo capolavoro senza tempo, alcune cartoline, due lettere scritte da Bill Evans, un libro con foto scattate durante le registrazioni. Ancora oggi è considerato l’album jazz più venduto nella storia, si calcolano 10 milioni di copie. Che dire, questo capolavoro ha aperto strade nuove ma nessun artista è riuscito a scrivere pagine cosi’ piene di poesia. Chiunque ami la musica non può farsi mancare questo oggetto di culto nella propria collezione. A proposito, lo stiamo ascoltando per la duemiliardesima volta, ma nonostante tutto è sempre una emozione nuova e diversa che pervade il nostro corpo. Buon ascolto a tutti .

Provate per credere.

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1 Comment

  • riccardo scrive:

    Una menzione di merito per la stupenda qualità dell’incisione, ancora oggi strabiliante, ricca di dettaglio e tridimensionalità.

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