Il voto non fa un bambino

sabato, novembre 7, 2009
di Veronica Ferlito

bruttovoto[1]

Quante volte nella vita di un essere umano capiterà di essere valutato in modo non adatto secondo le proprie aspettative e prendersela per questo; ricevere un giudizio che non corrisponde al nostro grado di preparazione, al nostro livello di sapere e a ciò che siamo e valiamo; spesso capita e la cosa anche se ingiusta, fa parte della vita, delle delusioni che ci insegnano a crescere.

Voti scolastici che in piccolo, rappresentano gli innumerevoli voti ed esami che la vita riserva ad ognuno di noi, durante il percorso da compiere.

Ogni bambino, inizia a relazionarsi alla realtà dei giudizi, dei voti, delle valutazioni, a partire dal contesto scolastico: a scuola si apprende ciò che gli insegnanti ci offrono, ci passano attraverso delle informazioni; sono risorse che col tempo verranno arricchite ed approfondite sui libri di scuola ma sul campo delle esperienze di vita soprattutto.

La scuola non è esclusivamente il voto che si riceve come risultato di verifiche o interrogazioni; non è il voto a formare un bambino facendolo divenire un adulto; il voto rispecchia una parte dell’apprendimento, di ciò che i nostri maestri di scuola e di vita ci hanno trasferito, comunicato e noi, abbiamo trasformato in dati immagazzinati, parte di un sapere.

L’apprendimento non è solo il rapporto diretto con l’argomento da studiare sul testo, ma la personalizzazione di ciò che appare come oggettivo; il sapere è trasformare in soggettivo parte di ciò che è oggettivo, universale; imparare e conservare come bagaglio per la vita ciò che ci viene passato da chi come noi è passato sui banchi di scuola.

Dietro al fare proprio, esiste il giudizio di chi come l’insegnante osserva i suoi alunni all’opera con occhio critico da osservatore o meglio sperimentatore attuando metodi svariati, che vanno dal collettivo all’individuale.

Non si vive per il voto; il voto è espressione del cosa e del come si è appreso un argomento e di certo,  in merito al fenomeno del rendimento scolastico, si celano latenti, innumerevoli fattori esterni che risultano indicativi.

Conta più il comprendere, capire, afferrare in teoria per poi attuare in pratica, laddove sia possibile. Non è un voto che forma la mente dei nostri ragazzi, figli o allievi che essi siano e il fattore voto non deve opprimere il vasto orizzonte che è la vita. 

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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