Michael Jackson: le indagini, il video di 25 anni fa

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A due settimane dalla morte, Michael Jackson, il re del pop, continua ancora a essere al centro dell’attenzione mondiale. L’autopsia avrebbe individuato nel Propofol la causa del decesso del cantante e le indagini della polizia di Los Angeles si starebbero ora concentrando sul Dr. Conrad Murray, il medico personale della pop star.
Diversi flaconcini di Propofol sono stati ritrovati, dopo la morte di Jackson, nella sua casa. La DEA, l’agenzia federale antidroga statunitense, sta esaminando, in particolare, un flaconcino trovato a casa di Jackson.
L’agenzia federale cerca di sapere chi l’abbia portato, medici o fornitori sanitari, investigando tramite la ditta produttrice, la Teva Pharmaceuticals, e la successiva distribuzione del lotto che comprendeva il flaconcino.
ll Propofol è un farmaco anestetico endovenoso, oggi usato dalla stragrande maggioranza degli anestesisti come principale agente di induzione dell’anestesia. Ma è un farmaco che dovrebbe essere utilizzato solo con l’attenta somministrazione, fatta da anestesisti esperti, non da medici generici, meno che mai può essere un prodotto che un paziente possa utilizzare da solo.
Ormai la polizia di Los Angeles sta indagando sulla morte del cantante per omicidio. Anche se il dottor Conrad Murray non è formalmente indagato.
Subito dopo la morte di Jackson, il padre di lui, Joe, aveva detto che si era trattato di omicidio.
Poi, anche La Toya, sorella di Jacko, aveva espresso i suoi dubbi sulla morte del fratello. “E’ stato ucciso da una banda di parassiti che lo ha sfruttato e derubato fino all’ultimo” aveva detto la donna a due tabloid inglesi, aggiungendo: “Credo che sia tutto per il denaro, Michael valeva più di un miliardo di dollari tenendo conto dei diritti sulle canzoni e l’immagine e qualcuno lo ha ucciso per questo: valeva più da morto che da vivo”.
E’ proprio per questi sospetti la famiglia Jackson aveva fatto fare un’altra autopsia privata, sul corpo di Michael, dopo quella prevista in questi casi.
Il dottor Conrad Muray si è sempre dichiarato innocente. In effetti intorno a Michael Jackson si sono avvicendati vari medici e il cantante era dipendente dai farmaci da tanto tempo.
Adesso il sito Us Weekly ha pubblicato un video, risalente a 25 anni fa, in cui al cantante si incendiano per caso i capelli mentre gira uno spot pubblicitario per la Pepsi. Da allora Michael avrebbe sviluppato la sua nota dipendenza agli anti-dolorifici.

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