Adolfo Urso: Recessione, Rivoluzione, Riforme

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Trasformare la crisi in opportunità questo il succo del discorso di Adolfo Urso, vice ministro del Ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto ieri pomeriggio all’Abbadia di Fiastra (Macerata), in occasione dell’Assemblea Generale 2009.
Al Convegno era presente anche Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria.
Il Vice Ministro ha aperto il suo discorso dicendo che la recessione può essere anche una rivoluzione. Nella convinzione che l’anno 2009 sia un anno di rottura, per cui si può parlare di prima del 2009 e di dopo il 2009, Urso ha messo in evidenza come, l’attuale crisi, sia presentata in modo imprevisto, nelle sue forme, in un sistema in cui ci si aspettava che una crisi potesse provenire solo dal sistema stato. La crisi del 2009 invece è avvenuta nel privato, non per il debito pubblico, ma per il debito privato.
Il vice ministro ha fatto presente che se nei paesi dell’Ocse l’Italia ha il più alto debito pubblico, nei confronti del settore privatoinvece  ha il debito più basso.
Partendo da questa analisi, Urso ha fatto notare come da una recessione l’Italia possa ripartire, trasformando le difficoltà in un’opportunità. In questo senso il nostro paese può proporre dei modelli innovativi, investendo in alcuni settori quali l’edilizia e le energie rinnovabili. Se finora il modello dominante era quello statunitense in cui i simboli automobilistici erano costituiti dai suv e dalle limousine, in tempi di recessione i modelli sono quelli economicamente ed ecologicamente sostenibili. E’ in questo cambio di modelli che la Fiat ha potuto investire negli Usa, con la Crysler, e in Cina.
Dal G8 de L’Aquila è emerso che le aree in crescita ormai non sono più nei paesi del Nord del mondo (di cui l’Italia è l’appendice meridionale), ma si trovano nei paesi emergenti, lungo la direttrice Sud-Est.
In questo scenario l’Italia si presenta come un paese che per l’industria è il secondo in Europa, dopo la Germania, per l’agricoltura è il secondo, dopo la Francia, e per il turismo è secondo, dopo la Spagna. Decisamente è una situazione non eccessivamente critica se rapportata a quella di altri paesi. E’ un contesto in cui l’Italia può individuare anche nella crescita del mercato interno cinese un’opportunità. La Cina che, a causa della crisi, smercia di meno all’estero e sta sviluppando il suo mercato interno, può rappresentare un buon bacino per i prodotti di qualità fabbricati in Italia.
In base a tutto questo non è fuori luogo coniugare il termine recessione con rivoluzione.
Ma questi termini, per poter l’Italia andare avanti in modo ottimale, dovranno anche essere coniugati con il termine riforme.
C’è bisogno di riformare in Italia il sistema pensionistico e di promuovere un’istruzione che premi davvero il merito. Nel nostro paese solo il 17% dei giovani è laureato contro la media del 35% dell’Ocse. I nostri giovani vanno all’Università, ma poi non la finiscono e si perdono per strada, mentre solo il 3% dei figli degli operai da noi, in base a come attualmente stanno le cose, può davvero aspirare a diventare imprenditore.
Urso ha dunque portato a Macerata una ventata di ottimismo, sulla situazione italiana e imprenditoriale, una situazione che potrà rappresentare un’opportunità, se sapremo ben coniugare le tre R: Recessione, Rivoluzione, Riforme.

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