Esperanza Spalding: la maga del jazz

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CAMERINO. 1 Agosto 2009. La cornice è quella, azzeccatissima, del quattrocentesco Chiostro del Convento di “S. Domenico” che al solo varcarne l’ingresso ci si sente non solo pervasi da una strana magia, ma piuttosto parte integrante di essa: come dentro ad un vortice, una volta entrati si inizia a girare insieme ad esso. Sopra di noi il cielo stellato di una serata perfetta, osservatore e alto testimone del magico vortice o meglio, della magia vorticosa. Il contesto è di quelli dove la magia appunto è di casa e la musica jazz ne è la regina incontrastata: il MusiCamDo Jazz Festival 2009, questa è la serata conclusiva e l’evento è di caratura internazionale. Insomma c’è tutto. Il crogiuolo è pronto e gli elementi della creazione ci sono: possiamo iniziare a mescolare, così da dar luogo e forma a quest’alchimia. Sono le 21,30 ma non succede nulla.. evidentemente anche i grandi maghi si fanno desiderare. D’altro canto non è storia di oggi che le cose attese quando arrivano hanno un gusto più intenso e sembrano ancora più magnificenti!  Così, dopo una trepidante attesa, nel calderone si intravede una leggera foschia che pian piano diviene sempre più intensa, le luci si accendono su di essa e si sta per compiere l’incantesimo, il momento è dunque arrivato! Il mago non è un mago, ma una maga, ed a dire il vero, anche un po’ stramba! Non è alta e possente, navigata e autoritaria… lei è esile, minuta e decisamente acerba: signore e signori, ecco Esperanza Spalding.

Giovane jazzista americana che a soli ventiquattro anni ha saputo ricavarsi un posto di rilevanza assoluta nel panorama jazz internazionale, ed i capelli da maga lei li ha davvero, tantissimi e sparati verso l’alto incuranti della forza gravitazionale.. e lo credo, sono magici! Anche l’autorità c’è, lo si evince dalla naturalezza e dalla sicurezza con cui possiede il palco e con cui conquista tutti non appena intona la prima melodia. Cantante pertanto, ma non solo: compositrice dei suoi pezzi e virtuosa bassista ora con il contrabbasso, più grande di lei, ora col basso elettrico. Ha con sé 3 aiutanti stregoni, sono Leonard Genovesi al pianoforte e, Ricardo Vogt alla chitarra elettrica e Otis Brown III alla batteria. Ognuno di loro è mago del proprio strumento ed insieme ci regalano un’ora e mezzo di musica proponendo l’ultimo Cd di Esperanza Spalding “Esperanza 2008”. Composizioni davvero interessanti ed innovative le sue che si snodano attraverso diverse contaminazioni di stili. Sonorità altamente influenzate dalla musica sudamericana, samba e bossa, citazioni e trasposizioni di standard jazz e un omaggio alla grande Nina Simone con “Wild is the wind”. Simpatica e coinvolgente anche nel gioco antifonale con il pubblico, che dovrebbe fare da eco alle sue improvvisazioni vocali. La sua abilità nello scat è tale e difficile da imitare che questa volta la magia non riesce e al pubblico non resta che demordere dall’impresa.
Questa piccola ma grande maga, dalla voce chiara e suadente, lascia tutti affascinati dal suo talento e dalla sua personalità ed il pubblico è incontenibile negli applausi finali: la sua carica energetica ci ha letteralmente pervaso e la magia ha sortito il suo effetto. Sentiremo tutti lungamente parlare di Esperanza Spalding come la nuova stella del jazz.

di Alessia Albani

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