Demetrio Stratos

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Al “Memorial Hospital” di New York il 13 Giugno 1979 muore di aplasia midollare a soli 34 anni il cantante e tastierista Demetrio Stratos. Questo non vuole essere solo un omaggio ma è il racconto di un’artista “italiano” troppo presto dimenticato, che merita di essere celebrato a 30 anni dalla sua morte. Demetrio Stratos nasce ad Alessandria d’Egitto il 22 Aprile 1945 da genitori greci. A 13 anni si iscrive al Conservatorio d’Athenes dove studia fisarmonica e pianoforte. Nel 1957 va a Nicosia (Cipro) poiché gli avvenimenti sconvolgono l’Egitto. Nel 1962 si trasferisce in Italia e si iscrive alla facoltà di architettura a Milano. Nel 1963 forma un gruppo musicale inizia a esibirsi in sale da ballo ed è per caso che diventa cantante perché la voce del gruppo ha avuto un incidente. Comincia a cantare brani blues e rythm & blues, soul. Nel 1967 si unisce al gruppo beat i Ribelli in qualità di cantante e tastierista. Diverrà famoso con l’interpretazione di “Pugni chiusi”, “La nostra favola”. Nel 1970 lascia i Ribelli. Nel 1971 incide “Daddy Dream” per la numero uno di Mogol e Battisti. Nel 1972 insieme a G.Capiozzo alla batteria, forma gli Area. Il nucleo è formato da P. Djivas al basso, E. Busnello al sax, L. Gaetano al piano, J. Lambizzi alla chitarra. Nel 1973 con la formazione rinnovata costituita da G.Capiozzo alla batteria, P. Djivas al basso, G.P. Tofani alla chitarra, Synth Vcs3, P. Fariselli al piano e alle tastiere, Demetrio Stratos alla voce e alle tastiere, ha vita “Arbeit Macht Frei” (il lavoro rende liberi), la scritta presente all’ingresso dei campi di concentramento di Auschwitz (Polonia). Un album davvero sopra le righe dove si mescolano jazz, rock e influenze mediterranee.

Il brano “Luglio Agosto Settembre (nero)” ne diverrà un caposaldo, non da meno “Arbeit Macht Frei”, “L’abbattimento dello Zeppelin”. Partecipano all’ottava biennale di Parigi per rappresentare l’Italia. Nel 1974 esce “Caution Radiation Area“ l’opera è ancora più matura. “Cometa Rossa” e “Lobotomia” sono dei veri capolavori. P. Djivas entra nella P.F.M., A. Tavolazzi prende il suo posto, E. Busnello abbandona. Nel 1975 vieni inciso “Crac” contenente “L’elefante bianco”, “La mela di Odessa”, e “Gioia e Rivoluzione”. A questo punto gli Area decidono di registrare un album dal vivo, “Areazione”, il miglior modo per consacrarsi. Verrà proposta una versione stravolta dell’Internazionale che sconvolgerà gli animi. Ormai il loro impegno socio-politico-culturale ha messo le sue radici aprendo le menti ad un’Italia abituata ad ascoltare canzoni melodiche. Nel 1976 esce “Metrodora” ricerca sulla voce, il primo album solista di Demetrio Stratos. Gli Area, P. Lytton, S. Lacy registrano “Event 76” che verrà pubblicato nel 1979. Un lavoro dalle ambizioni troppo elevate, sarà una pagina da cancellare. Gli Area pubblicano “Maledetti” nel 1976 con ospiti una sezione d’archi, W. Calloni alla batteria, S. Lacy al sax, E. Colombo alla kazumba, H. Bullen al basso, P. Lytton alle percussioni , i fratelli Arzè alla txalaparta. Un progetto dal livello culturale elevato, brani da menzionare “Evaporazione”, “Gerontocrazia”, “Il massacro di Brandeburgo numero 3 il sol maggiore”, “Scum”, manifesto della femminista Valerie Solanas. Nello stesso periodo Stratos collabora con G. Liguori partecipando a “Cantata rossa per Tall El Zaatar”. Nel 1977 esce la raccolta “Antologicamente”. Nel 1978 viene pubblicato l’ultimo album di Demetrio Stratos con gli Area “Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano”. G.P. Tofani da’ la defezione divenendo Hare Krishna. “Il bandito del deserto”, “Acrostico in memoria di Laio”, “Guardati dal mese vicino ad aprile”, sono delle vere mine vaganti. Intanto, nello stesso anno registra il secondo lavoro da solista “Cantare la voce” che contiene esplorazioni vocali diplofoniche, triplofoniche, che raggiungeranno settemila hertz.

Verrà invitato da John Cage ad alcune performances partecipando a “Events” di Cunningham e dance company, il treno di John Cage alla ricerca del silenzio perduto. Questo progetto porterà all’incisione di “Sixtytwo mesostics”. Inoltre, con Mauro Pagani, inciderà “L’albero del canto”. Nel 1979 va a Parigi ad interpretare “Antonin Artaud”. Con Pagani e Tofani decide di fare un omaggio al vecchio Rock and Roll dando vita all’album “Rock and Roll exibition”. Farà anche parte dei Carnascialia dove militano, tra gli altri, Teresa De Sio, Mauro Pagani e Pasquale Minieri. Il 30 marzo 1979 a Monza tiene il suo ultimo concerto. Uscirà postumo l’album “Le milleluna di Nanni Balestrini”. Il 2 aprile viene ricoverato a Milano e quindi trasferito a New York. Intanto in Italia viene organizzato un concerto per il 14 giugno per raccogliere fondi per le cure. Ma, la notte del 13 giugno, il grande cuore di Demetrio, si ferma. Il concerto diventa un omaggio; settantamila spettatori andranno a tributarlo. Suoneranno il Banco (il cantante Di Giacomo dedicherà “E mi viene da pensare” a Demetrio), Finardi, Venditti, Branduardi, Carnascialia, Guccini, Ciotti, Skiantos.

Dopo trent’anni ancora oggi non è stato scoperto un’ artista che abbia la capacità di modulare tre voci contemporaneamente ovvero prendere tre – quattro note lavorando sugli armonici.

Demetrio Stratos è stato e rimarrà patrimonio mondiale per la ricerca sulle corde vocali.

Ci piace pensare che stia urlando contro il cielo squarciandolo.

Articolo di Marco Manna

L’immagine è tratta dal sito: pagine70.com

1 commento

  1. Spero di non essere invadente e fuori luogo segnalandovi il seguente link onde trovare alcune informazioni sul prossimo “Suonare la voce – tributo a Demetrio Stratos”, manifestazione quinquennale che si svolge a Genova il 16-17 Ottobre

    http://www.metrodora.net/index.php?option=com_content&view=article&id=53&Itemid=29

    Grazie per l’attenzione e speriamo di incontrare tutti gli appassionati di Demetrio in questa occasione

    Roberto Giannini

    Presidente associazione culturale Metrodora

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