I fatti nostri di Francesca Rita Platania a San Gregorio (CT)

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Nell’ambito di quest’estate teatrale catanese che ha offerto, e continua a proporre, spettacoli davvero vari e interessanti abbiamo avuto il piacere di assistere e applaudire ieri sera, nell’anfiteatro di via Tevere a San Gregorio, la commedia “I fatti nostri” scritta da  Francesca Rita Platania e messa in scena dalla compagnia “I Faraglioni” diretta da Benito Mario Placenti.

L’autrice del testo è anche la protagonista principale nel ruolo di donna Matilde Lanza che ha alle spalle un passato tragico che tenta di riscattare creandosi una vita dignitosa e onesta a Catania insieme ai due figli e diventando una sarta conosciuta e apprezzata grazie all’aiuto della figlia Teresa che studia per diventare medico chirurgo ma che ha anche una vena artistica e crea i modelli elaborati poi dalla madre. Purtroppo l’altro figlio, Giuliano, viene irretito dalla malavita catanese e la vicenda, che per tre atti ha una connotazione esclusivamente ironica e comica, aiutata in questo dai dialoghi in puro dialetto catanese, ha un finale tragico che non vogliamo svelarvi. Una serie di personaggi che ruotano intorno alla sartoria di donna Matilde, che diventa il luogo di confidenze de “i fatti nostri” appunto, danno colore e spessore a questa commedia davvero divertente e frizzante.

Vogliamo fare i nostri complimenti, in primis, a Francesca Platania sia per la bravura nell’aver saputo ideare la sceneggiatura creando dei personaggi caratterizzati singolarmente in modo perfetto che per la sua recitazione sofferta e misurata nei momenti tragici e assolutamente comica quando necessario.

E ora i nostri applausi vanno a questi “personaggi” che si sono distinti tra gli altri: Barbara Catania nel ruolo di Donna Irene, formidabile e travolgente vicina di casa di donna Matilde, che strappa applausi e risate per la perfetta gestualità e l’inarrestabile verve comica; bravo anche Nicola Leotta nel ruolo di don Placido, altro avventore della sartoria, che ben riesce a rendere il suo personaggio servizievole e un po’ imbranato e un applauso anche a Franco Arena che ha un unico “momento di gloria” ma ben caratterizzato, nel ruolo di don Saretto, un uomo succube di suocera e moglie.

I nostri complimenti vanno ora ai due attori che hanno impersonato i ruoli dei figli di donna Matilde, Antonella Sturiale, perfetta nell’impersonare Teresa, la ragazza seria, tutta studio e creatività, attenta e affettuosa verso la madre, e Salvo Platania bravo a caratterizzare il figlio Giuliano, un ragazzo scapestrato, nullafacente e debole  che si lascia irretire dalle donne ma, soprattutto, dalla malavita che, nello specifico, ha il volto di don Diego, ben impersonato e interpretato dallo stesso regista Mario Placenti. A completare il cast Valeria Virgata nel ruolo di Lucilla, una ragazza ebrea che si innamora, non ricambiata, del figlio di Donna Matilde, Giuliano.

Ancora un altro contenitore culturale, quello di ieri sera, che viene riaperto alla fruizione di eventi come ha dichiarato il sindaco a conclusione dello spettacolo, un altro anfiteatro della provincia catanese che diventa luogo di aggregazione culturale.

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