Domani il rientro delle salme dei parà uccisi a Kabul

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ultimo_attentato_kabul_NL’attentato a Kabul potrebbe essere rientrato in una imboscata: dopo l’esplosione dell’autobomba ci sarebbe stata anche una sparatoria.

Questo quanto riferito da un portavoce della missione Isaf, il colonnello Fabio Mattiassi, che a sua volta ha appreso le informazioni da alcune persone che si trovavano in prossimità del luogo dell’attentato.

Un giornalista della Bbc e un diplomatico, interpellati dalle agenzie di stampa, hanno detto di aver “ascoltato chiaramente gli spari” a qualche centinaia di metri di distanza, anche se non hanno visto direttamente l’episodio.

“Su questa vicenda è in corso una inchiesta giudiziaria della magistratura – ha indicato Mattiassi – ma anche un’altra militare di Isaf che è di carattere tecnico-tattica e che deve determinare cosa è successo esattamente quel giorno”. “Non abbiamo ancora una risposta certa – ha proseguito – e le domande che aspettano una risposta sono numerose. Bisogna immaginare il trambusto e la confusione di quegli attimi per un’automobile che esplode. Si deve appurare se è stata una imboscata avviata con una esplosione e seguita da spari”. “Da dove sono venuti gli spari? In che termini è stato condotto l’attentato? Come si sono comportati i nostri uomini? Tutto questo – ha sottolineato – è studiato attentamente dall’Isaf per comprendere la dinamica dell’accaduto e preparare futuri scenari in modo da prevenire le vittime”. E neppure è ancora stato chiarito, ha concluso il colonnello Mattiassi, “se si è trattato di un’autobomba guidata da un kamikaze o di un veicolo fermo sul bordo della strada”.

Le autorità sanitarie afghane ritengono infatti che varie parti di un corpo raccolte sul luogo dell’attentato al convoglio italiano potrebbero appartenere ad un possibile attentatore suicida.

Intanto oggi si è svolta una cerimonia religiosa a Kabul prima del trasferimento in patria, domani, delle salme dei sei parà uccisi. In giornata arriveranno a Roma anche i paracadutisti del 186/mo reggimento della Folgore di stanza a Siena per preparare l’accoglienza alle salme dei commilitoni caduti. Nel pomeriggio di domani la camera ardente all’ospedale militare del Celio. Lunedì alle 11 le esequie solenni nella Basilica di San Paolo.

E’ stato comunicato il numero definitivo delle vittime locali dell’attentato di Kabul. Il direttore generale del ministero della Sanità afghano, Ahmad Farid Raaid, ha reso noto che sono otto le vittime e che sono tutti “uomini adulti”, non ci sono bambini.

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