Terroristi fai da te per l’attentato a Milano

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La bomba esplosa ieri davanti alla caserma ‘Santa Barbara’ in Piazzale Perrucchetti, era in possesso di un cittadino libico, Mohamed Game, di 35 anni, rimasto gravemente ferito. L’uomo ha perso gli occhi ed una mano, che gli è stata amputata Mentre un soldato della caserma è rimasto lievemente ferito.

L’attentatore è regolare in Italia, residente a Milano e con precedenti penali che, però, secondo fonti di intelligence, non hanno niente a che fare con il terrorismo. Da quanto si è saputo, la convivente, una italiana da cui Mohamed ha avuto due figlie, è stata ascoltata ed è rimasta stupita dal gesto del suo compagno.

Secondo una prima ricostruzione dell’attentato, il libico, cercando di infilarsi tra l’auto di un militare che stava entrando dalla porta carraia della caserma e il muro, è stato affrontato, da lontano, dai militari di guardia che gli hanno spianato contro il fucile mitragliatore. A quel punto, dicendo solo brevi parole in arabo, il libico ha fatto saltare in aria la valigetta in metallo che aveva in una mano. In tasca aveva un biglietto ferroviario per una tratta proveniente da Napoli sul quale gli investigatori stanno ancora lavorando per capirne l’importanza.

“Per le modalità dell’azione l’attentatore che ha colpito la caserma di Milano si può considerare compatibile con la figura del kamikaze”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al termine del comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza, sottolineato che “gli effetti dell’azione non sono stati devastanti soltanto per un difetto di confezionamento dell’ordigno”.

“L’attenzione è massima e saranno promosse azioni per monitorare e prevenire attenti del genere – ha continuato il ministro – Non siamo ancora in grado di verificare se l’attentato di ieri alla caserma di Milano è stato messo a punto da un’organizzazione ‘fai da te’ oppure se c’era un collegamento con organizzazioni strutturate”. Forse, ha spiegato Maroni, “sarebbe più pericoloso se non ci fosse un collegamento con organizzazioni, perché si tratterebbe di persone che compiono azioni autonomamente ispirandosi ad un progetto di tipo jihadista e potrebbero essere tante, e difficilmente controllabili le situazioni del genere”.

La bomba artigianale conteneva 5 chilogrammi di esplosivo, di cui però solo un decimo del materiale è esploso. Maroni ha anche assicurato che sarà disposto un maggiore controllo sulla vendita dei precursori degli esplosivi. Ieri, ha ricordato Maroni, “é stato usato nitrato d’ammonio, un prodotto molto comune in agricoltura. Il gruppo ne ha acquistati 120 chili, una quantità modesta se si considera il tipo di utilizzo in campo agricolo”. Pertanto, ha aggiunto, “sarà fatta una valutazione a 360° sulla possibilità di prevenire queste azioni anche regolamentando la vendita dei prodotti precursori”.

Un gruppo di terroristi ‘fai da te’ senza alcun collegamento con organizzazioni jihadiste e però con un elevato grado di pericolosità proprio in virtù dell’isolamento da ogni contesto eversivo, disposti anche ad immolarsi. Questo il quadro che emerge dopo il fermo dei dei due presunti complici di Mohammed Game, un libico e un egiziano che lo avrebbero aiutato nella pianificazione e nell’organizzazione dell’attentato alla caserma Santa Barbara di Milano.

Anche le due persone fermate questa notte nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato commesso ieri alla caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, sono accusate di detenzione, fabbricazione e porto di esplosivi, reato contestato a Game. Le due persone fermate sono Abdel Haziz Mahmoud Kol, egiziano, e Mohamaed Imbaeya Israfel, libico. I due, come ha spiegato in una breve conferenza stampa il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, sono stati sottoposti a fermo di pg, provvedimento che dovra’ essere sottoposto alla valutazione e alla convalida da parte del gip.

Nel corso delle indagini sull’attentato sono stati sequestrati 40 chilogrammi di nitrato d’ammonio e di sostanze chimiche utili per la fabbricazione di ordigni esplosivi apparentemente dello stesso tipo di quello esploso in via Perrucchetti. Nel corso degli accertamenti è stato appurato che il nitrato venne acquisito circa una settimana fa da Mohammed Game, l’attentatore arrestato ieri. Il nitrato d’ammonio che non è in sé un esplosivo, e altro materiale di “interesse investigativo” sono stati sequestrati in un appartamento a Milano che era nella disponibilità di Mohammed Game, l’attentatore arrestato ieri, e del suo presunto complice egiziano Mahmoud Kol, situato nello stesso stabile dove abita l’altra persona fermata questa notte, e cioé il libico Imbaeya Israfel.

I due presunti complici di Mohammed Game avrebbero avuto ruoli distinti nella preparazione dell’attentato di ieri alla caserma Santa Barbara di Milano, secondo le prime indiscrezioni filtrate. Il libico avrebbe aiutato il connazionale Game a reperire il materiale esplosivo usato per confezionare l’ordigno; l’egiziano invece, che è un vicino di casa dell’attentatore, lo avrebbe accompagnato davanti alla caserma

Non si esclude che Mohamed Game, il libico di 34 anni arrestato per l’attentato, abbia voluto farsi saltare in aria come un kamikaze, anche se il quantitativo di esplosivo utilizzato per confezionare l’ordigno non sarebbe tale da provocare una forte deflagrazione con ingenti danni.

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