Gentilezza cinese

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In genere in Occidente si pensa che i cinesi siano particolarmente gentili e, anzi, eccessivamente cerimoniosi ma si tratta  di un’idea che non trova corrispondenza nella realtà cinese di oggi.

Alla sensibilità occidentale infatti i cinesi appaiono rozzi, sgarbati, poco amichevoli  così come invece gli arabi appaiono aperti e riguardosi.

In particolare urta la nostra sensibilità il fatto di essere urtati, spinti, toccati. Nei mezzi pubblici la gente spinge ma non con il corpo, come avviene da noi, ma proprio con le mani. Anche nei negozi può capitare che il cliente venga spinto con le mani senza tanti complimenti, una cosa per noi inconcepibile. Ma a prescindere dalle diverse  sensibilità è proprio l’atteggiamento dei cinesi ad essere duro, poco flessibile, poco accondiscendente. Il personale degli alberghi fa un notevole sforzo per  rispondere  agli standard occidentali ma al momento difficile esce fuori molta rozzezza.

Vediamo di spiegarne la ragioni.

L’idea che i cinesi fossero particolarmente  gentili nasce dai rapporti avuti con la nobiltà che ruotava intorno alla  casa imperiale che aveva dei cerimoniali particolarmente complicati e rigidi ai quali si atteneva scrupolosamente. In realtà però i modi non erano proprio affatto delicati e attenti rispetto a quelli occidentale. La gentilezza occidentale ruotava anche molto intorno alla  “cavalleria” cioè al rispetto quasi religioso che si aveva per le donne, un atteggiamento del  tutto sconosciuto in Cina. In Europa gli uomini cedevano il passo  alle donne, si inchinavano, si scoprivano il capo ma in Cina per strada le donne camminavano  a qualche passo dietro all’uomo che dovevano quindi seguire dovunque egli volesse andare. Anche il senso dell’ospitalità molto forte nei popoli del  mediterraneo non aveva un particolare valore  in Cina.

Con il crollo poi dell’impero e la rivoluzione comunista ogni atteggiamento che potesse essere rapportato alle classi superiore era considerato anti rivoluzionario, residuo pericoloso del passato feudale.

Durante la Rivoluzione Culturale la rozzezza contadina divenne  il canone del comportamento del buon comunista. Lo stesso Mao, secondo testimonianze concordi, riceveva importanti cariche dello stato mentre attendeva alle faccende personali,  una cosa inconcepibile per un occidentale.

Dopo la morte di Mao furono impostate varie campagne da parte dello stato per mostrare che essere gentili ed educati non significava affatto essere reazionari e borghesi, Nelle scuole  si cominciò a pretendere ordine e pulizia negli abiti, un linguaggio non volgare, un atteggiamento civile, diremmo noi.

Per le recenti olimpiadi una parte importate nella preparazione del personale era riservata a comportamenti gentili e dignitosi, tali da non sfigurare al confronto con l’Occidente.

In particolare è stata impostata una campagna, anche per motivi di salute, perche non si sputi: ma in Cina questa abitudine resiste ancora:  anche uomini eleganti, signore e signorine non ritengono disdicevole questa pratica.

Lo scrivente ha assistito a un episodio davvero insolito per la nostra sensibilità: un guidatore si sporge e sputa  dal finestrino dalla macchina; lo sputo raggiunge un passeggero all’interno di un altra auto, ma questi non si scompone più di tanto e tranquillissimo si deterge lo sputo come fosse la cosa più naturale di questo mondo.

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2 commenti

  1. Quante menate che hai scritto sei uno dei tanti che crede che l’europa sia al centro del mondo civile.

  2. Faccio notare che questa rubrica che curo da molto tempo mostra esattamente il contaro: che l’Occidnete non è più il centro del mondo.
    Per il problema delle buon maniere: la stampa cinese solleva periodicamente il problema e in occasione di una di queste cmpagne nasceva l’articolo
    Giovanni De Sio Cesari

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