Mer. Lug 6th, 2022
Print Friendly, PDF & Email

bruciata _3

Un numero imprecisato ma certamente  alto di donne vengono orrendamente  sfigurate  dalle ustioni di acido e altre accora bruciate con il  cherosene da mariti suoceri o spasimanti respinti: solo un piccola parte di questi casi viene effettivamente denunciati alla polizia:  incredibilmente la  donna sfigurata si sente spesso chiedere: cosa hai fatto per essere stata punita cosi?

Une fenomeno impensabile per la sensibilità occidentale ma  purtroppo molto diffusa nel subcontinente indiano.

Per aiutare le donne ustionate con l’acido a Lahore, in Pakistan è in attività la Smile Again Foundation (fondazione sorridi ancora) che si giova anche dell’aiuto di organizzazioni europee (tedesche  e italiane).

La organizzazione è guidata  da una imprenditrice, Musarat Misbah, una elegante e ricca signora che  ha deciso di aiutare le donne ustionate dall’acido dopo un incontro fortuito alcuni anni fa.

Una donna entrò nel suo ufficio una sera tardi ma lei non volle riceverla. La donna tornò  al mattino dopo ed era molto insistente. Si tolse la sciarpa e Misbah vide una ragazza  senza volto: non vi era il naso, gli occhi erano scomparsi, era contratta  dal mento al petto il che significava che non poteva muovere il collo. A quella vista  si senti le gambe vacillare,  si sedette, domandò cosa fosse  successo.
La ragazza le disse  che  era stata ustionata  con l’acido da suo marito e dai suoceri:  voleva riavere il suo bellissimo sguardo.

Misbah rispose: ‘ti aiuterò’ “. E lo fece. A proprie spese pagò per un intervento chirurgico.

La voce si è diffusa, è nata Smile Again Foundation alla quale ora, quasi 400 donne e ragazze hanno chiesto aiuto.

Le storie che vengono raccontate dalle donne ustionate sono strazianti. Ne scegliamo una.

La storia di Bushra.

Bushra quando esce, indossa il niqab pieno. Se la vedono per caso il viso sfigurato  lei  racconta è successo  accidentalmente per il latte bollente. Ma  non è vero. La  causa è la  avidità, la rabbia, la malvagità di alcune persone.
Cinque  anni fa, era andata al matrimonio di suo fratello. una felice occasione con  musica e risate. Quando tornò da suo marito, i suoceri dissero  che era la tradizione di portare soldi dopo un matrimonio.
Volevano 50.000 rupie – circa 600 dollari. Disse loro “Io non ho questo somma : i miei fratelli non hanno soldi.” La chiamarono  bugiarda. La picchiarono  ripetutamente. Poi la  legarono. La  suocera le afferrò per i capelli  e le tirò indietro la testa. “Ero terrorizzata”, dice  Bushra, e la sua voce trema, ricordando il momento. Lei deglutisce duro, trattenendo a stento le lacrime. Poi hanno messo un panno su un bastone imbevuto di acido e il marito lo ha strofinato  su un lato della faccia ustionandola orribilmente  Ma il suo calvario non era finito. Anche lo zio del marito le strofinò il bastone sull’altro lato del viso. Poi la costrinsero ad aprire la bocca e colarono  ancora acido sulla lingua.  Bushra, svenuta per il dolore, non ricorda cosa è successo dopo ma glielo hanno raccontato. Legarono  il suo corpo ad un ventilatore al soffitto e diedero alle fiamme la casa. Dissero ai vicini che Bushra aveva tentato di suicidarsi. Ma questi  la salvarono e la portarono in ospedale.

Per un anno è rimasta in ospedale. In stato di semi incoscienza: non poteva aprire gli occhi, ma poteva sentire. Poi andò a vivere con sua sorella. Bushra è passata attraverso 28 operazioni e lentamente la sua  faccia è andata migliorando. Lei vorrebbe essere un estetista e sta imparando in un salone di bellezza.
Bushra non predica il perdono: il suo dolore è stato troppo lungo e troppo grande. “Le persone sono crudeli verso le ragazze giovani e innocenti. Se qualcuno non va d’accordo con qualcun altro allora può ottenere il divorzio e andare avanti. Ma rovinare il volto di qualcuno, appiccare il fuoco a qualcuno o versare l’acido sulla faccia di qualcuno: le persone che fanno questo dovrebbero essere impiccate in pubblico in modo che gli uomini si rendano conto che non si può fare questo a una donna.”

Anche se per cultura siamo contro la pena di morte tuttavia non possiamo non condividere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.