Musicultura: Lina Wertmüller a ‘diVini Versi’

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Lina Wertmuller firma gli autografi
Lina Wertmuller firma gli autografi

‘Una vita in movimento’: questo il titolo dell’incontro con la regista e sceneggiatrice Lina Wertmüller a Macerata, nell’ambito di Musicultura, la manifestazione canora giunta ormai, quest’anno, alla 21esima edizione.

Ha più di 80 anni Lina e non li dimostra, vuoi per quel suo fisico minuto e asciutto, vuoi per l’energia e la vitalità che sprizza da tutti i pori.
A chi le ha chiesto se qualche volta non le venisse voglia di mollare tutto, ha risposto: “che sei pazza?”. Poi ha spiegato che per lei lavorare è divertirsi.
A sentirla dire, la sua lunga carriera è stata un divertimento. Lei è un’autrice… e scrivere è un lavoro bellissimo…Anche se la regista ci tiene a precisare che il divertimento non è poca applicazione, ma il contrario.

Sorride spesso, Lina. Un’ombra fugace le attraversa il volto, peraltro sempre fondamentalmente sereno, quando cita il marito Enrico Job, con cui è stata insieme 44 anni, quest’anno sarebbe stato il 45esimo, se non fosse mancato. E al marito deve anche il suo legame col vino. La famiglia di lui, in Franciacorta, aveva un vigneto, per cui è stato naturale che Lina producesse champagne. Un’attività che la regista si augura possa continuare anche nelle generazioni seguenti, tramite sua figlia.

Questo frammento di una vita d’artista, legato al vino, ben si intona con la tradizione di Musicultura, che è anche una tradizione di vini.
L’incontro con Lina Wertmuller è avvenuto a Macerata nell’ambito dell’appuntamento denominato ‘diVini Versi’, che insieme a ‘Il libro nel cortile’ e ai concerti in piazza, affianca tutti gli anni le serate vere e proprie di Musicultura, che si snodano su tre giorni.

A chi le ha chiesto come mai avesse deciso di iscriversi all’Accademia teatrale, Lina Wertmüller ha fatto il nome della sua amica Flora Carabella, la donna che poi avrebbe sposato Mastroianni e che le fece conoscere Fellini.

Quindi è stato tutto un susseguirsi di ricordi, ravvivati da spezzoni di film, che sono stati proiettati nell’auditorium San Paolo in cui è avvenuto l’incontro. Da ‘Gianburrasca’, in cui Lina lavorò con Nino Rota a ‘Mannaggia alla miseria’ recentemente trasmesso in prima serata su Raiuno.
Simpaticamente la Wertmüller ha detto di aver amato da sempre Giamburrasca, perché lei era una bambina terribile cacciata da ben 11 scuole. Ma poi ha aggiunto che il ‘Giornalino di Giamburrasca’ era un libro amato da sua madre, che girava per casa e di cui si era subito innamorata.
Di ricordo in ricordo il discorso non poteva non toccare ‘Mimì metallurgico ferito nell’onore’ e Giancarlo Giannini, che lei prese dal teatro, in cui recitava con i capelli, per via di quel ciuffo che gli copriva sempre gli occhi. Era un Giannini sulla cui carriera cinematografica nessuno allora avrebbe scommesso. Ma lei lo prese “perché era bravo”, così come prese Mariangela Melato “perché era brava”.

Il pomeriggio è finito con le incursioni musicali di Lixandru Ion (noto in Romania come Batàlu Nelu), con i ragazzi della facoltà di Scienze della comunicazione che hanno sfilato sulle note della musica di Giamburrasca e con Lina che ha firmato gli autografi alla gente che si è avvicinata.

Musicultura, a Macerata, non è solo canzonette.

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