Ven. Lug 1st, 2022
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Sono passati dieci anni da quel giorno indimenticabile in cui  gli aerei furono lanciati contro i simboli della grandezza americana fra lo stupore e la incredulità del mondo: gli avvenimenti sono quindi abbastanza lontani per poterne dare una prima valutazione con il senno di poi.

Si parlò  di svolta epocale di un mondo che non sarebbe stato più lo stesso, di un  prima e di un dopo: in realtà a dieci anni di distanza quell’avvenimento non appare però  centrale nel mondo che è alle prese invece con una gigantesca  crisi economica globale dagli esiti molto incerti e imprevedibili.  L’Occidente pare in pericolo di decadenza  ma non certo davanti  delle  armate islamiche ma di fronte all’espansione economica della Cina e degli altri paesi emergenti la cui concorrenza non sembra più in grado di reggere.  Il  secolo XXI non sembra essere quello dell’Islam ma quello della Cina che, dopo due secoli, si riprende il posto che aveva sempre avuto nella storia del mondo.

Si parlò anche di IV guerra mondiale (dopo la terza quella fra comunismo e capitalismo): in realtà pero non ci sono state non solo operazioni del tipo dello sbarco in Normandia  ma nemmeno quelle paragonabili alle guerre  di Corea o del Viet nam, basta considerare  anche il numero dei caduti  americani:  in totale  gli Occidentali  hanno avuto circa 6.000 caduti in medio oriente negli ultimi dieci  anni mentre nei due anni in Corea furono 36 .000   e  in Viet nam  58.000. Occupare  l’Afganistan  e poi l’Iraq si sono rivelate operazioni militari  facili, con perdite del tutto insignificanti.

Non si è però  riusciti a installare  in questi  paesi governi  in grado di funzionare efficacemente  e gli americani sono stati costretti  a mantenere un corpo di  spedizione che non riesce a controllare e il territorio ed è soggetto al continue stillicidio di caduti : perdite che anche se  numericamente  modeste sono sempre più intollerabili  per un fine che si capisce sempre meno quale sia e in vista di una strategia di uscita che non riesce  mai a concretizzarsi.

Il fondamentalismo islamico è ancor attivo e vitale ma non minaccia più l’Occidente come era apparso l’11 settembre: rimane confinato nei paesi islamici nelle aree più periferiche e arretrate senza nessuna prospettiva di espandersi nei centri politici dei paesi islamici: anzi un movimento sostenuto soprattutto dai giovani e dagli studenti  è fiorito la cosiddetta “primavera araba”  i cui esiti restano comunque molto incerti  ma che comunque emargina  sempre di più  il fondamentalismo

Come si è arrivati a questi esiti e l’oggetto dell’analisi analisi del presente lavoro

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Pubblicato da : http://www.americacallsitaly.org/

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