A bit of [hi]story: a Torino, l’innovazione che ha fatto la storia

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Se abbiamo la possibilità di accendere un pc, guardare un video su YouTube oppure decidere di leggere un articolo di un giornale online, è grazie ad invenzioni del secolo scorso.

Ma qual è la storia? 
Come ci racconta Elia Bellussi, fondatore e presidente del Museo Piemontese dell’Informatica, conoscere il passato è fondamentale per “comprendere il presente e immaginare il futuro“: “è la via per poter vivere attivamente il cambiamento“.

Per questo motivo nasce l’evento A bit of [hi]story, l’evento torinese dedicato all’informatica e alle scoperte innovative del settore che hanno rivoluzionato la nostra vita.
L’evento – che si svolgerà per la seconda edizione – avrà luogo presso lo Spazio MRF a Mirafiori (Torino), il 13 e 14 maggio 2017, coinvolgendo startup, aziende e studenti.
Con A bit of [hi]story vogliamo raccontare quali sono stati e quali saranno i piccoli, grandi cambiamenti del quotidiano dovuti all’uso dell’informatica e delle tecnologie derivate, nella vita di tutti i giorni.”

IL PROGRAMMA

Per l’edizione 2017, come ci viene comunicato dagli organizzatori, è previsto l’intervento di relatori di fama nazionale e internazionale che si interfacceranno con i visitatori durante la mostra, attraverso talk e workshop.

In particolare, Paolo Attivissimo spiegherà il fenomeno delle notizie false in rete, il blogger Alessandro “Dottor Manhattan” Apreda parlerà di personal computer, la fumettista Sidney Padua illustrerà la sua opera su Ada Lovelace e Francesco Lanza racconterà la storia di Internet con una veste del tutto nuova.

Per le nuove generazioni – durante le due giornate – è stato pensato anche un fitto programma con laboratori di avvicinamento all’informatica, di coding e di robotica: per esempio, il movimento senza scopo di lucro, CoderDojo, aiuterà sia i più piccoli ad apprendere il pensiero computazionale, sia chi ha già qualche esperienza a gestire la scheda Arduino; HotBlack Robotics organizzerà, invece, un laboratorio di robotica e IoT.

Inoltre, nella giornata di domenica la ciliegina sulla torta la mette la IBM, che ha scelto di organizzare un hackathon, cioè una gara di programmazione, ma questa volta tutta al femminile: dodici ore di full immersion, per realizzare un progetto, utilizzando l’intelligenza artificiale “Watson”. 

Per ulteriori informazioni: A bit of [hi]story.

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