Il Ramadan per un credente islamico

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Capire a fondo e cercare di vivere con entusiasmo le esperienze che rappresentano parte di una cultura diversa da quella di appartenenza è molto affascinante e sicuramente gratificante magari non per tutti. ma è necessario provarci per evolvere i limiti che mentalmente ci chiudono e non ci lasciano vedere l’intera prospettiva ma solo una parte di essa. Si sta consumando il decimo giorno dall’inizio del Ramadan di questo anno 2021 ed il tutto procede al meglio. Cercare di capire come si vive questo meraviglioso viaggio e cosa succede nello spirito di un praticante musulmano durante i trenta giorni, non è cosa facile ma io voglio provarci e soprattutto voglio anche calarmi in questa realtà per comprendere anche solo in parte cosa succede, come ci si sente a camminare attraverso questo lungo percorso che ha la durata di un mese e raggiungere uno dei più importanti ed imponenti pilastri dell’Islam. L’anima vola, sì l’anima di un fedele musulmano vola verso la strada della purificazione, chi compie questo impegno verso sé, verso Allah, verso il credo islamico lo decide, lo vuole con assoluta forza e determinazione senza titubanza e con la serenità di volerlo fare. Lo sceglie, si tratta di una decisione del voler fare. Qui non si tratta di digiunare e non bere e basta, il digiuno ed il privarsi dall’alba al tramonto di acqua e liquidi è una rinuncia, un grande sacrificio in qualcuno e qualcosa per cui si ha vocazione e propensione. Si tratta di sacrificare la soddisfazione del bisogno primario, cibo e acqua per depurare se stessi e svuotarsi da ogni pesantezza, pensiero impuro, azione pesante che durante le giornate di un intero anno hanno caratterizzato la vita spirituale e materiale di un credente islamico. Il Corano e la sua sacralità, la preghiera ed il raccoglimento, accompagnano queste giornate di Ramadan Murabak per coronare il percorso verso l’ascesa ed il raggiungimento della sopraelevazione. Chi per motivi di salute o indisposizione fisica, è costretto ad allentare il percorso dei trenta giorni di digiuno, può sempre recuperarli, protraendoli dopo. Anche le cinque preghiere che vengono recitate puntualmente ogni giorno in cinque differenti momenti della giornata, se saltate, per svariate ragioni, possono essere recuperate durante il corso della restante giornata. Fare Ramadan non è facile, non è per niente qualcosa di semplice a meno che ci sia tanta esperienza ed abitudine dietro ma, esiste sempre un inizio e l’inizio è difficoltoso per tutti. Chi ha la determinazione e la volontà di decidere, vivrà il periodo di Ramadan con serenità e sollievo, come un donarsi e donare in cambio di pace interiore, uno svuotarsi per ricominciare daccapo tutto ed al meglio. La fine di questo processo si celebra a conclusione dei trenta giorni ed è festa, grande festa e celebrazione per aver raggiunto al meglio un traguardo dell’Islam, un pilastro dell’Islam, si gioisce, si rinasce ed è proprio questa rinascita che fa sperare bene ed amore all’intera comunità che necessità di stimoli positivi da cui riprendere a sognare.

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