Donne che per ribellione al patriarcato vengono fatte tacere per sempre

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Troppe storie e sempre più frequenti che si sentono, che rappresentano uno scenario passato ed ancora attuale al femmine. Sì, è il femminicidio, che è uno dei cancri di realtà senza tempo; un tempo fatti e misfatti venivano taciuti ma oggi iniziano ad essere narrati. Dobbiamo riuscire a sconfiggere questo male raccontando il più possibile, urlando al mondo il bisogno di aiuto per chi riceve violenza, fisica o psicologica e per chi, purtroppo ha chiuso gli occhi troppo presto proprio perché vittima di queste violenze. Il mondo è pieno di angherie che vengono taciute. È strano sentire delle storie a dir poco raccapriccianti in quartieri di cittadine piccole e ben vissute come il quartiere di Gardolo, nella zona di Trento nord, periferia ma zona ben servita quasi a rappresentare una città a sé stante da cui fuoriuscire verso il centro storico diventa addirittura pigrizia perché lì esiste tutto ciò di cui si può necessitare. Le storie raccapriccianti esistono ovunque ma quando accadono in luoghi vicini al tuo quotidiano, ti genera un profondo dramma. Si odono proprio qui, storie che riguardano giovani donne di nazionalità e cultura orientale, arrivate in Italia in età giovanissima e cresciute insieme ai numerosi fratelli ed a mamma e papà. Nonostante abbiano trascorso in Italia quasi una vita intera, formazione e studi, la cultura di origine rimane pregnante e questo non è un male anzi, portare avanti le tradizioni ed i costumi è meraviglioso ma, arrivare a morire, essere uccise per aver trasgredito alle regole patriarcali di famiglia, quello in tutta sincerità lo ritengo disumano. Questo è il motivo per cui non bisogna tacere, bisogna raccontare. Era una giovane donna pakistana e viveva in una casa grande nel quartiere di Trento nord, un quartiere fino a pochi anni fa giudicato da molti, del pregiudizio ma ad oggi, è stato di gran lunga rivalutato, è una realtà tranquilla, pulita e collettiva. Lei conduceva una vita normale, in famiglia, da adolescente con un forte desiderio come tutte le coetanee, quello di innamorarsi ed essere libera. Era accaduto ma non di un giovane della sua stessa nazionalità e religione bensì di un ragazzo italiano e cattolico. Il padre non accettando ciò, ha deciso di chiuderle la bocca, senza scrupoli, la uccise attribuendo la responsabilità ad uno dei tantissimi fratelli che facevano parte del nucleo, ancora minorenne e dunque il suo futuro non sarebbe stato compromesso tragicamente se non in parte legalmente parlando. Questa storia è una delle tante, tantissime che in merito moltissimi hanno da sempre conosciuto ma taciuto. Come si dice nei piccoli paesi di provincia, le voci circolano, tutti sanno ma non parlano. Non ci sono troppe parole da spendere in merito perché sono narrazioni che si commentano da sole, lasciano quello che lasciano dipendentemente dal tasso di sensibilità ed ignoranza che ognuno di noi, esseri umani, porta dentro. La vita di mare donne è così che senza Giustizia si ferma, si spegne in silenzio.

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