Le altalene sono per tutti: i bambini sono tutti uguali

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È un triste episodio di vita accaduto nelle zone di Piacenza e come ho detto triste, soprattutto perché riguarda un bambino. Questo bambino nato dall’amore e dall’unione di una coppia mista, da padre congolese e da madre italiana, come tutti i bambini, ama giocare all’aperto ecco perché insieme alla sua mamma si era recato in uno spazio pubblico dove c’ erano delle altalene ed altri bambini presenti, liberi e spensierati. Il piccolo in autonomia voleva salire su una delle altalene di quel giardino pubblico quando, dei bambini lo hanno verbalmente allontanato, dicendo che quelle erano altalene per bambini bianchi e non neri. Terribile da udite ma ancora più da subire. Il piccolo, con la sua ingenuità e vista anche la tenera età, in parte ignaro all’ atto discriminatorio

che gli era stata rivolta contro, ritorna dalla sua mamma che interviene subito cercando di ricondurre il suo bambino ai giochi spiegando che non esistono altalene per bambini bianchi e bambini neri perché tutti i bambini indipendentemente dalla loro pelle, dal loro paese di provenienza, sono uguali e pertanto hanno il diritto e la libertà di giocare insieme e sulle altalene che vogliono. Ma il piccolo si è rifiutato, dando quasi ragione al fatto che su quell’ altalena lui non avrebbe avuto diritto di salirci perché solo per bambini bianchi. Terribile che si arrivi a tanto.  È questo un esempio di pregiudizio che si abbatte anche sui bambini ed inizia a nascere e prendere consapevolezza dagli stessi; non esiste cosa più ingiusta di questa, incommentabile anche se da dire ci sarebbe tanto in realtà. Purtroppo è macabro perché è il risultato di ciò che abbiamo intorno e di un fenomeno discriminatorio inculcato dagli adulti. I bambini prendono tutto come spugne dagli adulti che li circondano quindi nell’educarli bisogna prendere coscienza della responsabilità che si ha da guida genitoriale la quale si rappresenta. Un adulto ignorante e limitato mentalmente non produrrà dei buoni frutti come lo si dimostra oggi più che mai. L’avvenimento che oggi si racconta non è solo che uno dei tantissimi che ogni giorno si ripetono seguendo delle sfaccettature diverse ma, che accolgono il tema della discriminazione sociale a sfondo razziale. Oggi ne è protagonista il bambino piacentino, frutto di un amore misto, Italo congolese; domani vedremo a chi toccherà.

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