L’ultimo degli Alagona: potere, amore e libertà

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Fotografia Antonio Parrinello

Al Cortile Platamone di Catania, produzione Teatro Stabile in collaborazione con Fabbricateatro, per la rassegna estiva “Evasioni”, fino al 30 di maggio c.a., è di scena “L’ultimo degli Alagona”.

In una mite serata di maggio, nell’incantevole scenario del Cortile Platamone di Catania, è di scena la prima rappresentazione teatrale del Teatro Stabile di Catania, in collaborazione Fabbricateatro, della stagione 2020\2021 pesantemente martoriata dall’epidemia Covid-19 e dal titolo “L’ultimo degli Alagona” di Nino Martoglio, adattamento di Nino Bellia e Alessandro Napoli, regia di Elio Gimbo, aiuto regia Simone Raimondo, scenografie di Bernardo Perrone, luci Gaetano la Mela, audio Luigi Leone.

Il pretesto è l’omicidio di Nino Martoglio avvenuto esattamente un secolo fa contestualmente alla nascita di Gaetano Napoli, fondatore di una vera ed indiscussa istituzione della nostra Sicilia, “La Marionettistica dei fratelli Napoli”.

In scena attori in carne ed ossa e attori fatti di legno e tanta passione creativa, dialogano in perfetta armonia regalando emozioni.

“Tutto cambia per non cambiare niente”, pensiero di stampo “gattopardi ano”, esprime esattamente il momento storico in cui una Sicilia apatica e remissiva, permette ad altri di goderne pienamente.

La mise en scène si muove tra sentimento, brama di libertà e sete di potere, orgoglio d’appartenenza.

“L’ultimo degli Alagona” è un excursus storico un po’ caotico che, facendo dei saltelli temporali, ci porta nel passato per poi raggiungere il presente (con chiari richiami ai giorni nostri). Si incrociano le vicissitudini dei paladini di Francia con le camice rosse dei Mille di Garibaldi, evento rievocato in musica dalla passionale voce di Cinzia Caminiti.

Apporto prezioso della Marionettistica dei Fratelli Napoli, con i “parraturi”, Fiorenzo Napoli,  Davide Napoli ed Agnese Torrisi, e i “Manianti”, Dario Napoli, Marco Napoli e Giacomo Anastasi ed i loro pupi piccoli e grandi (Don Artale e Blasco). Istrionici, grandi professionisti instancabili, i fratelli Napoli sono padroni assoluti della scena con i loro cambi vocali e dialettali, offrono al pubblico uno spettacolo coinvolgente e dai ritmi serrati.

Personaggio portante della vicenda è il simpatico e divertente Peppinino, il pupo catanese il quale ritrova, dopo parecchi anni, la cugina Violante al servizio degli Alagona, la brava attrice e cantante Cinzia Caminiti.

L’ultimo degli Alagona, il Duca Filippo  è ben interpretato in stile “bulletto” un po’ arrogante, dal bravo attore Francesco Bernava.

La sempre adeguata attrice Lucia Portale, dona cuore e passionalità a Maria, battagliera e risoluta quando si parla di lottare per la libertà e per la soppressione della tirannia.

Sognanti e romantici i siparietti amorosi tra Maria e Filippo; apprezzabili i simbolismi anche se qualcuno, le due mele al petto, poteva, a nostro parere, essere evitato.

Magistrale prova d’attore è quella di Fiorenzo Napoli, innegabile la sua maestria come pure quella del bravissimo Davide Napoli (i parraturi).

Quello che ci è dispiaciuto particolarmente è stato il non poter salutare e ringraziare, come da prassi, gli attori dopo lo spettacolo a causa di queste esagerate regole sanitarie per contrastare la pandemia di Covid.

Anche in scena abbiamo potuto constatare la quasi assenza del contatto fisico tra gli attori  penalizzandoli nella libera espressione del se e penalizzando la “magia” dello spettacolo stesso.

Grandi applausi finali sottolineano la piena approvazione del pubblico.

E che lo spettacolo continui…

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