Human Rights, “Il lavoro violato”

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Aiapi ripropone ancora una volta Human Rights, evento 2021 curato da Roberto Ronca e riproposto a Rovereto, Trento, presso la Fondazione Campana dei Caduti. Questa volta i Diritti umani, Human Rights, prendono forma seguendo uno sfondo assolutamente attuale ma che di certo esisteva anche nel passato, segue il lavoro come diritto spesso violato soggetto ad impari opportunità, irregolari riconoscimenti, abusi e soprusi. Guarderemo questo emisfero grazie alla realizzazione proposta da una grande artista,  anche attraverso gli occhi dei bambini portatori di diritti e libertà ma non sempre rispettati purtroppo dal passato ad alcune realtà odierne ed attuali, lavorativamente parlando. Occhi tristi che parlano attraverso una luce che urla al mondo dignità, voci latenti che si innalzano dal suolo verso l’alto alla ricerca di essere ascoltati e liberati. Sono gli indifesi, rappresentati sulla tela di Maria Donnici che immobilizza volti indifesi e corpi vissuti attraverso un messaggio chiaro e forte: lavoro minorile e sfruttamento. La mostra è stata inaugurata Sabato 5 Giugno, ed i diritti umani che seguono la voce della giustizia e del riconoscimento sull’ emisfero spesso violato del lavoro, hanno lasciato  i loro messaggi diretti e trasversali puntando alla sensibilizzazione della Comunità trentina. La Donnici evoca nella sua arte, la profondità delle sue radici calde e meridionali della sua passionale terra, la bella Calabria; lei vive nel nord Italia, tra i monti spesso sporcati da neve anche fuori stagione ma, come molti altri artisti nati nel Sud della nostra meravigliosa Penisola, colora di Mediterraneo il suo pathos che torna a vivere stavolta attraverso anime spesso dimenticate che vanno rivendicate; lei sprofonda i suoi pennelli impregnati di dolore su una tela che urla giustizia verso diritti calpestati, scelpio verso la vita, speranza sottratta di cui tutti i bambini devono invece godere, incondizionatamente, vivendo il sogno e la leggerezza dell’infanzia per poi giungere all’adolescenza ma, pur sempre nella calma della libertà, vivere con ali  del sogno. La visione sullo sfruttamento lavorativo della Donnici, accoglie una fascia protetta, un’età sensibile in cui l’idea di lavoro non dovrebbe nemmeno appartenere. Tutti abbiamo dei sogni, è ciò che ci rende bambini che un giorno diventeranno adulti felici. La nostra amica rappresenta un olio su tela 100X100,  il cui titolo è Nubivaghi, con un azzurro pregnante, il colore ossia della speranza, una porta che si apre guardando oltre l’ orizzonte, capacità di cui solo i bambini ne sono un esempio mostruoso, inimitabile. L’artista in questione sottolinea quella parentesi che appartiene ad una realtà assai vasta del lavoro, le libertà e la dignità dei più giovani che non sempre vengono tutelate e riconosciute. Lotta attraverso i suoi colori a questo forte messaggio.I bambini sono anime pure, i bambini della Donnici hanno negli occhi una luce a cui per risplendere servirebbe un interruttore che la malvagità umana, degli adulti, come sempre è riuscita a spegnere. Perché privare ad esseri tanto belli, portatori di bellezza e gioia, il diritto di sorridere e correre felici tra i prati come sarebbe giusto che fosse? Il lavoro non è altro che roba da grandi e non di certo da bambini; un bambino che cresce, passo dopo passo, a mano a mano, dovrà affrontare tutti i passaggi della crescita prima di diventare adulto, essere dunque un bambino spensierato, andare a scuola, essere educato, ricevere la giusta istruzione e poi le competenze per raggiungere traguardi e solo dopo un lavoro, una formazione professionale. Il lavoro minorile non esiste sul vocabolario ma esiste come realtà sociale macabra che ruba i diritti e la libertà all’infanzia. I colori della Donnici sono privi di luce e vita, sono messaggeri di realtà latente, la stessa descritta da Pirandello nelle sue novelle siciliane, come Rosso Malpelo o anche Ciaula scopre la luna. Vogliamo che la speranza possa tornare a fare sorridere questa parte di mondo incurvato che esiste ma è tenuta latente, lacrima, urla in modo che a qualcuno giunga la voce del dolore e si riescano a spezzare le catene dell’ingiustizia infantile. Le scale devono essere usate verso un’ ascesa e non una discesa. I bambini non vanno toccati, i bambini non vanno messi in un angolo, i bambini devono essere bambini e nessuna realtà deve sottrarre la loro libertà.Human Rights 2021, i diritti sul lavoro vanno riconosciuti a tutela di tutti; ancora una volta un grazie sentito all’arte sensibile e vera di Maria Donnici che è riuscita come sempre a scaldare il cuore del suo numeroso pubblico attraverso il calore dei suoi pennelli che soavemente lasciano note che si innalzano verso il cielo della libertà.

1 commento

  1. Grazie Veronica Ferlito per aver espresso alla perfezione, in parole, quella che è stata la mia percezione, smuovere le coscienze, fare il possibile affinchè vengano rispettati i diritti umani dei bambini.

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