STORIA NUOVA TUTTA DA SCRIVERE: la nascita della donna-divano

Print Friendly, PDF & Email

Nello splendido e panoramico scenario di WonderLad di Via Filippo Paladino a Catania, sullo sfondo una spettacolare Etna sbuffante e rombante, prodotto dal Teatro Argentum Potabile in collaborazione con l’associazione LAD onlus che si occupa di arte per i bambini di emato-oncologia pediatrica, è andato in scena nei giorni 25 e 26 giugno c.a., l’atto unico dal titolo “Storia nuova tutta da scrivere”, testo e regia di Steve Cable, musiche originali e adeguate di Andrea Cable.

Un testo arguto, originale e ben articolato, dall’ironia intelligente e mai scontata, questo di Steve Cable, che racconta con sagacia ciò che ha lasciato sulla psiche umana la pandemia ancora in corso che l’intera umanità sta vivendo.

Si parte dall’insonnia delle due amiche protagoniste dello spettacolo, un’insonnia che le porta a guardare con occhi diversi il nuovo giorno che sorge con la vivida speranza di trovarvi finalmente la pace perduta, pur mantenendo le regole comportamentali antivirus di distanziamento ed igiene.

Tutta la filosofia umana, volendola spostare sul catanese in rappresentanza di tutto il genere umano, si racchiude in queste due brevissime frasi: in inverno “fa friddu” (c’è freddo), in estate “fa cauru” (fa caldo) come se fossero informazioni di vitale importanza. Mentre il nostro pianeta muore lentamente per superficialità, non curanza, egoismo e pressapochismo umano, oggi l’attenzione è rivolta allo studio di nuovi mondi (si è trovata traccia di acqua su Marte). E così viene quasi spontaneo all’autore considerare l’umanità come un insieme di zombie, morti che pensano di vivere ma che in realtà subiscono la vita incarcerati nelle loro dimore, oziando, facendo, ogni tanto, un po’ di movimento fisico attraverso la guida di appositi tutorial e abusando incondizionatamente dei social. Tutto ciò dà allo zombie-uomo una certa parvenza di normalità, l’illusione che sia il giusto modo di affrontare la difficoltà del momento.

Nasce da tutto questo un nuovo supereroe, la donna- divano che, come Superman con la sua mutanda sopra la calzamaglia, indossa la sua bella divisa dall’alto dei suoi super poteri: un bel pigiama comodo e funzionale. Per tutto il giorno e per tutti i giorni.

Altro che Cat Woman e Wonder Woman!

In scena due bravissime attrici, amiche nella vita che dimostrano grande affiatamento scenico: Antonella Caldarella e Valeria Contadino.

Valeria Contadino interpreta con grande disinvoltura Fede, donna brillante, capace ed ottimista che mantiene viva la fiammella della speranza. La sua donna- divano, apparentemente superficiale e godereccia, è tuttavia capace di slanci intellettuali-filosofici tutti da apprezzare per la loro evidente ragionevolezza.
Sarà proprio lei, sul finale a trovare quella “chiave di Volta” capace di condurre l’umanità-zombie verso una “Storia nuova tutta da scrivere”: lo zombie smette di essere morto per ritornare a vivere avendo nuove prospettive, nuovi ideali, nuovi input e rinnovate forze per cambiare il mondo.

Questo virus, così tanto e spropositatamente temuto, ha messo in risalto la parte più aggressiva, più irrazionale dell’uomo portandolo all’esasperazione di ogni cosa, all’aggressione verbale, alla tracotanza, alla prepotenza e ad una mancanza di rispetto che, non è sbagliato, definire violenza.

La sempre garbata, adeguata e sulla scena molto naturale e disinvolta, Antonella Caldarella, è Laura, donna forte e realista avvolta da una corazza invisibile fatta di doveri e dogmi mentali che infine si sgretolerà come castello di sabbia. Laura deve trovare, prima che si faccia giorno, un’idea per scrivere la sinossi di un film sugli zombie e presentarla al produttore.

Le amiche, molto distanti caratterialmente l’una dall’altra, si aggrediscono verbalmente, litigano ma poi si perdonano ridendo delle proprie battute ironiche e, qualche volta, pure a doppio senso. Tre ore notturne fatte di birra, ricordi, idee ed elucubrazioni mentali.

“Storia nuova tutta da scrivere”, è un testo pregno di contenuti nella sua semplicità, godibile che induce ad una profonda riflessione sulle contraddizioni umane. E’ la speranza che ci permette ancora di passeggiare su questo mondo; esiste quella salvifica possibilità di cambiamento: bisogna uccidere quello zombie in cui ognuno di noi si è trasformato per poter rinascere con la ferma convinzione di voler scrivere, ex novo, una storia piena di fiducia nel futuro.

Grandi applausi finali meritati sottolineano il gradimento del numeroso pubblico attento e partecipe.

“L’umanità avrà la sorte che saprà meritare”

(Albert Einstein)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *