It lives! It breathes! – Vivi! Respira! Una danza di nome “Vita”

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Nell’incantevole scenario della corte centrale di WonderLad di Via Filippo Paladino a Catania, seduti su cuscini rossi nel verde di un prato, in una torrida ed umida sera di luglio, assistiamo all’originale messa in scena dello spettacolo dal titolo “It lives! It breathes!” di Steve Cable con la sua attenta ed arguta regia e le vibranti, trascinanti musiche di Andrea Cable. Luci di Simone Raimondo, make-up di Maria Riela.

Lo spettacolo rientra nella programmazione estiva della rassegna di drammaturgie contemporanee “Il Prossimo Presente” la quale direzione è curata dal “Teatro Argentum Potabile”.

Un testo non scritto ma soltanto immaginato, costruito nella mente del suo geniale autore che lascia spazio ad infinite interpretazioni personali. Tassello su tassello si compone un mosaico che trova il suo equilibrio nella vita stessa, nel trasporto della danza: corpi sinuosi che assecondano magistralmente le note musicali, tormentati e poi in esplosione d’anima come di liberazione da invisibili catene esistenziali.

Dei fili invisibili vengono tirati da un essere vestito di bianco, la splendida ed eccellente attrice Antonella Caldarella, viso nascosto da un largo cappello. Un’anima che attraversa silenziosa ed a passo lento, l’intero edificio dando slancio ai due bravissimi ballerini in scena: Alessandro Caruso e Silvia Oteri.

Quei fili incatenano o liberano, attraggono o respingono, abbracciano o schiaffeggiano, sono ostacoli subdoli che ledono la libera di espressione del sé: convenzioni sociali, vizi, pregiudizi, imposizioni.

Poi man mano, quei pupi di pirandelliana memoria, prendono consapevolezza e si staccano quasi inconsapevoli della propria forza; i movimenti diventano fluidi, armoniosi: la libertà si manifesta in esplosione gioiosa di corpo, spirito e mente.

“It lives! It breathes” è un’esperienza di teatro esaltante dove la parola in senso stretto manca per lasciare spazio all’efficacissimo linguaggio del corpo, all’importanza della musica incorniciata ed impreziosita dalle giuste luci e dal coinvolgimento emotivo di un pubblico attentissimo.

Lo scopo è riuscire a togliere quelle catene: ciò che ci rende schiavi dev’essere necessariamente divelto per permettere di uscire, di tirare fuori il meglio di noi attraverso il gioco e ciò che un corpo può esprime e dare alla profondità dell’anima.

Il “burattinaio” bianco”, Antonella Caldarella, può rappresentare il destino, il deus ex machina della vita, la fede in Dio, l’anima guida che conduce, attraverso la libertà, alla piena consapevolezza del proprio valore e del proprio merito, consapevolezza che porta alla definitiva rottura con le catene del proprio passato.

Eccezionale, sinuosa, impeccabile e allo stesso tempo grintosa è la danza della bravissima Silvia Oteri che, disinvolta a seno nudo sapientemente truccata da Maria Riela, regala al pubblico emozioni e sensazioni evocando scene oniriche e reali, qualche volta con estrema veemenza e altre con delicata poesia.

La forte fisicità di Alessandro Caruso ci porta all’istinto primordiale tipico degli animali (e cos’altro è l’uomo se non un animale con la patetica convinzione di possedere la ragione?). La sua danza reca in se potenza ma è capace pure di donarsi e donare amore, di trascinare, in una danza finale di corpi madidi di sudore, nel vortice appassionato dell’attrazione e del corteggiamento.

Uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere per esercitare la mente e portarla alla riflessione e alla comprensione di ciò che ci circonda.

Non esiste la verità assoluta ma esistono occhi e menti diverse che la trovano in realtà diverse.

La vita offre agli uomini tantissime chiavi di lettura.

E cos’altro è il VERO teatro se non vita?

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