Al “Prossimo presente” va in scena “Due passi sono”

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Andrà in scena mercoledì 21 luglio, per la rassegna di drammaturgia
contemporanea IL PROSSIMO PRESENTE organizzata dalla compagnia teatro
Argentum potabile – lo spettacolo: Due passi sono
di Carullo-Minasi
regia, testi ed interpretazione di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
scene e costumi Cinzia Muscolino
disegno luci Roberto Bonaventura
aiuto regia Roberto Bitto
produzione Carullo-Minasi e Il Castello di Sancio Panza
Ultimo spettacolo della rassegna che si svolge presso i locali di Wonderlad in via
Filippo Paladino a Catania.
Sullo spettacolo:
“…Essi si sarebbero svegliati e si sarebbero affrettati a baciarsi l’un l’altro, affrettandosi ad
amare, avendo coscienza che i giorni sono brevi, che era tutto quello che rimaneva loro. Si
sarebbero affrettati ad amare per spegnere la grande tristezza che era nei loro cuori (…)”
F. Dostoevskij
Premio Scenario per Ustica 2011 Premio In-Box 2012
Premio Internazionale T. Pomodoro 2013
Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano
sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce
dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente
deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante.
Attraversano le sezioni della loro tenera e terribile, goffa e grottesca vita/giornata
condivisa. Sembrano essere chiusi in una scatoletta di metallo, asettica e sorda
alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe
molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera
vita da cui non è più necessario sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto
di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, i limiti dello stare.
Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio, dove come
in unagiostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi
propositi di poesia. Vogliamo, tra le righe della poesia farci portavoce di una generazione presa dai
tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi,
le proprie ambizioni. Sentiamo pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo
e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo,
non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare
insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i
carnefici eleveranno a ricordo. Abbiamo voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto
fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte
avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le
piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate, paure di questo percorso di
conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del
sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo
amore, sempre custodito in ogni cuore.
Carullo-Minasi
Spettacolo vincitore Premio Scenario per Ustica 2011, per l’impegno civile
Laddove la quotidianità ha preso le sembianze della patologia, due piccoli giganti
combattono una dolce e buffa battaglia per imparare a non fuggire dalla vita,
usando le armi della poesia e dell’autoironia. Ma la struggente consapevolezza
del limite, anzichè spegnere desideri e speranze, diventa per loro il grimaldello
con cui forzare la porta del futuro. Libertà è uscire dalla gabbia dorata di bugie
protettive che impediscono di spiccare il volo a un’intera generazione. Due passi
sono per varcare quella soglia: si chiamano amore e dignità, guadagnati sul
campo da un Romeo e Giulietta in miniatura, che non hanno paura di dormire per
finta e sognare per davvero quella vita a lieto fine di chi, suo malgrado, ha
assaggiato la morte (Motivazione della Giuria).
Spettacolo vincitore Premio In-Box 2012, per la circuitazione del nuovo
teatro
Per la capacità di affrontare il tema della ricerca della felicità con un linguaggio al
tempo stesso personale e universale, contemporaneo e popolare, in cui
s’intrecciano fragilità e cinismo, determinazione, ironia e autoironia, disillusione e
sogno, desiderio e commozione. Per la grazia surreale dei due interpreti, che
anima la drammaturgia e la messa in scena con essenzialità e una mimica che a
tratti lambisce la coreografia; per aver immaginato un luogo i cui limiti angusti
sono costruiti solo per essere superati, mostrando la bellezza di ogni fuori
(Motivazionedella Giuria).
Spettacolo Vincitore Premio Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro 2013 La Giuria Internazionale presieduta da Livia Pomodoro, composta da Eugenio
Barba, Lev Dodin, Frédéric Flamand, Jonathan Mills, LLuis Pasqual e Luca
Ronconi assegna il terzo premio alla Compagnia Carullo-Minasi (unica
compagnia italiana tra le premiate).
Per info e prenotazioni: 3382044274

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