Due passi sono: come sposare la vita

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Grande successo, sottolineato dai sentiti e copiosi applausi di un pubblico numeroso e divertito, per lo spettacolo “Due passi sono” nell’incantevole spazio all’aperto di Wonderlad di Via Filippo Paladino a Catania, mercoledì 21 luglio c.a.

Due attori in scena, un uomo e una donna, Yin e lo Yang, il maschile e il femminile con le loro notevoli differenze, le loro peculiarità caratteriali, i loro malumori, le loro manie.

Giù e Cri, con il loro “mal de vivre”, chiusi nel loro stretto mondo ideale, quasi nascosti dal resto del mondo, “Due passi sono” di Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, è un testo teatrale originale, divertente, intelligente vincitore meritevole di premio come: premio Scenario per Ustica 2011, premio In-Box 2012, premio Internazionale T. Pomodoro 2013

Ultimo spettacolo della rassegna di drammaturgia contemporanea “Il prossimo presente “, organizzata da “Teatro Argentum Potabile” (diretto da Antonella Caldarella e Steve Cable), con la regia, testo ed interpretazione di Carullo e Minasi, scene e costumi di Cinzia Muscolino, disegno luci di Roberto Bonaventura, aiuto regia di Roberto Bitto, produzione Carullo – Minasi e “Il Castello di Sancho Panza”, “Due passi sono” pone l’attenzione sul logorio di un’esistenza scontata e deprimente.

Due esseri umani, figura minuta è buffa, si ritrovano a vivere la loro quotidianità nel grande palcoscenico della vita. Grotteschi, quasi caricaturali, condizionati da assilli mentali.

“Due passi sono “, rappresenta due piccoli passi verso la vita, una boccata d’ossigeno tra i carichi pesanti dell’esistenza. Sposiamola questa vita, innamoriamoci di lei, non perdiamo la fiammella viva che è dentro di noi, quella fervente passione, quel fuoco sempre vivido, quel meraviglioso entusiasmo che, secondo l’etimologia della parola stessa, è possedere Dio dentro di noi. Diciamo di sì alla vita vestendoci a nozze; uniamoci a lei in matrimonio, abbracciamo la sua bellezza e declamiamo la sua poesia, la magia del cielo, del firmamento, siamo grati per la magia e la preziosa opportunità di esserci senza dare nulla per scontato. Diamo valore ad ogni singolo attimo che viviamo con coraggio ed ottimismo, quell’inestimabile dono che ci rende tutti fratelli: l’empatia.

È questo il messaggio da trarre dalla pièce teatrale “Due passi sono”: abbandonare le nostre manie fobiche ed abbracciare, baciare la vita promettendoci gioia reciproca, sia un compagno, un amico senza temere che ce la portino via questa vita.

Giuseppe Carullo e Cristiana Minosi rappresentano i moderni Giulietta e Romeo di shakespeariana memoria, amanti qui incarcerati da una quotidianità patologica e maniacale dentro cui cercano di sopravvivere usando armi efficaci come l’ironia e la poesia dei piccoli gesti. Consapevoli della loro esistenza intrappolata, tentano di varcare la soglia dei loro limiti con amore e decoro.

I due eccezionali attori, affiatatissimi sulla scena, con la loro interpretazione estremamente naturale e semplice e con i loro balletti che mostrano una mimica altamente simbolica, divertono il numero pubblico che premia il gradimento con ripetuti applausi.

L’esistenza quasi fobica ed ossessionante, i nostri limiti si superano esercitando il coraggio, la volontà di uscire fuori da quella gabbia di paure, fissazioni, preconcetti e pregiudizi che la nostra mente si è creata.

La vita è fuori, è in un tramonto, in un’alba, nella gioia di alzare lo sguardo per vedere il firmamento del cielo. Due passi solo incontro alla vita che poi ne farà mille verso di noi.

In un abbraccio sincero, in un bacio sentito senza alcuna paura o ritrosia per banale convenzione, eliminando i rancori, ritroviamo la vera essenza della nostra esistenza.

Sposare la vita significa godere pienamente dei suoi doni; promettiamole, dunque, davanti ad un simbolico altare di buone intenzioni e con tanto di abito nuziale, di avere cura di noi, di proteggere i valori, quei valori semplici di una volta: l’amore di coppia, la famiglia, gli amici. Ritroviamo il gusto di sorridere anche di fronte alle avversità della vita, agli eventi più drammatici perché la felicità è una scelta ed esistere significa prendere per mano quella felicità e portala a spasso nei sentieri del nostro breve cammino su questa terra.

“…Essi si sarebbero svegliati e si sarebbero affrettati a baciarsi l’un l’altro, affrettandosi ad

amare, avendo coscienza che i giorni sono brevi, che era tutto quello che rimaneva loro. Si

sarebbero affrettati ad amare per spegnere la grande tristezza che era nei loro cuori (…)”

F. Dostoevskij

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