Calcio e basket: quante cose in comune. Forse

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Come ormai tutti sappiamo moltissime discipline non sono più soltanto degli sport: le società e le squadre si sono trasformate in vere e proprie aziende mole di queste quotate in borsa. In particolare calcio e basket sono particolarmente votati a questa tendenza, e lo sport più diffuso in Italia sta prendendo diversi spunti anche a livello di marketing dall’NBA, ma non quello della Super League, come hanno pensato in tanti. Non mancano invece i tecnici di calcio che tentano di applicare movimenti del basket a calci d’angolo, punizioni e schemi in generale. 

La Super League, non è una cosa alla “americana” 

La Super League sarebbe indubbiamente stato qualcosa di rivoluzionario, che avrebbe toccato tutti gli indotti legati al settore: dai media locali e internazionali, alle quote sulle scommesse calcio relative alla competizione, passando per il marketing, le sponsorizzazioni e il mercato dei calciatori. Al momento è rimasta soltanto un’idea, sogno per qualcuno, incubo per altri, ma la tendenza del calcio mondiale è votata alla “spettacolarizzazione” proprio come accade in NBA da ormai oltre vent’anni. Ma il concetto alla base dell’ideazione della Super League è però opposto a quello su cui si impernia l’NBA, che fissa i propri valori sulla sostenibilità e sul fair play economico.

Le similitudini sono in campo e per “strada”

C’è da dire effettivamente che il mondo del rettangolo verde sarebbe assolutamente perfetto come sistema a cui applicare le dinamiche pubblicitarie della pallacanestro made in USA. Il calcio è nettamente lo sport più seguito, emulato e “ricco” d’Europa. Basta pensare a cosa accade per ogni campionato del mondo di calcio, o in occasione di un campionato europeo, con milioni e milioni di persone a seguire gli eventi in TV, e altrettante nei vari stadi. 

Ciò che manca forse in Italia è la cultura dell’intrattenimento legata al solo evento sportivo. Assistere a partite di NBA è un vero e proprio evento in ogni dettaglio, per la vista, l’olfatto, il gusto, le emozioni. Come il calcio anche la pallacanestro made in USA viene dalla “strada”, là dove tutti hanno iniziato il proprio percorso sportivo, da Messi a Bryant, passando per Baggio, Maradona, Pozzecco e Jordan. 

Non soltanto fuori dal campo la Serie A e il calcio europeo apprendono dall’NBA. Gareth Southgate, CT dell’Inghilterra “d’argento” a Euro 2020 ha assistito a diverse partite di NBA e di basket, per carpire i movimenti sotto canestro e applicarli sui calci piazzati con la sua Inghilterra. Lo stesso aveva fatto Pep Guardiola andando a scrutare nel 2016 nella struttura Quicken Loans Arena,  rigorosamente con la canotta di Lebron James

Tornando al discorso prettamente tecnico e al mercato dei calciatori, stiamo assistendo a una sorta di egemonia economica da parte di alcuni club verso altri: PSG e Manchester City su tutti. E se il Barcellona che come dice il moto stesso della squadra blaugrana è “più che un club”, non riesce a trattenere Messi vuol dire che un problema di base economico esiste. Esiste, certo, ma vi sono però alcuni club come l’Atalanta che hanno invece previsto e anticipato i tempi. 

Il settore giovanile dei bergamaschi è fra i più floridi al mondo, e ogni anno oltre a questi ultimi riesce a integrare in squadra nuovi giocatori adatti al progetto tecnico che puntualmente si distinguono, vedi Pessina a Euro 2020; o a fare “cassa” qualora tali giocatori, dopo essere stati  valorizzati, non vengano considerati utili. Tale sistema virtuoso ha permesse alla squadra lombarda di partecipare alla Champions League per la terza volta consecutiva quest’anno, e non si può più chiamare sorpresa, ma solida realtà, senza voler rubare slogan più prestigiosi. 

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